Marocchinate, Sala contro il convegno. La replica: lo quereliamo per l’accusa di razzismo

domenica 13 Giugno 18:05 - di Redazione
Marocchinate Sala

L’associazione delle vittime delle marocchinate vuole querelare il sindaco di Milano Beppe Sala. L’antefatto è un convegno sul tema al Municipio 2 di Milano saltato all’ultimo momento e che il sindaco ha accusato di razzismo. «Con questa storia del razzismo hanno veramente stancato», dice a la Verità Emiliano Ciotti, fondatore dell’Associazione nazionale vittime delle marocchinate.

Marocchinate, Ciotti: non era CasaPound ad organizzare il convegno

Sala aveva puntato l’indice contro il convegno per la partecipazione di un rappresentante di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound. Ciotti dice ora che CasaPound non c’entrava nulla: «Vorrei ribadire che l’incontro era organizzato dalla nostra associazione e da nessun altro. Logicamente, invitiamo chi ci pare, specie dopo che abbiamo invitato esponenti di sinistra in tantissimi altri convegni».

Anche la sinistra denunciò a suo tempo le violenze delle truppe marocchine

Ciotti ha ricorda che più esponenti proprio di sinistra si sono occupati di questo tema. Per dire, già nell’aprile del 1952, a richiamare l’attenzione sul quelle violenze fu, direttamente dai banchi del parlamento, l’onorevole comunista Maria Maddalena Rossi: «Fu uno dei drammi più angosciosi, quello delle donne che subirono le violenze delle truppe marocchine della V armala, nel periodo tra l’aprile e il giugno del 1944. Il saccheggio fu compiuto e le evidenze ebbero luogo».

Marocchinate, lo stupro di massa più documentato della storia

«Parliamo – insiste Ciotti – dello stupro di massa più documentato della storia», precisa Ciotti, «non a caso tanti sindaci di sinistra della provincia di Latina e Frosinone hanno fatto iniziative per ricordare le “marocchinate”». «Noi come associazione – conclude – siamo stati offesi e accusati di razzismo, e stiamo provvedendo col nostro avvocato», conclude Ciotti, «perché siamo intenzionati a querelare Beppe Sala, il responsabile dell’Anpi provinciale di Milano e del Pd milanese e quanti hanno mosso nei nostri confronti accuse infamanti».

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