Milano, antifascisti in piazza contro la libreria “sovranista” Altaforte. La casa editrice: patetici (video)

giovedì 3 Dicembre 15:26 - di Stefania Campitelli

Tutti in piazza contro il pericolo fascista. Succede in Lombardia. Centri sociali, ultrà della sinistra, Rifondazione comunista (ancora esiste?) si danno appuntamento sabato a Cernusco sul Naviglio per chiedere la chiusura della libreria di Altaforte. Il nuovo locale (aperto il 7 novembre) della casa editrice di Francesco Polacchi, dirigente di CasaPound, ‘deve’ chiudere  i battenti. La cultura sovranista è una minaccia per la democrazia.

Altaforte sotto attacco, la sinistra si mobilita

 Sono ben 25 le sigle  che hanno annunciato la mobilitazione al grido “Martesana libera”. “Come cittadine e cittadini democratiche/i, antifascisti /e che si ritrovano nei valori della Costituzione repubblicana siamo preoccupati per l’ampliamento della presenza dei sedicenti ‘fascisti del terzo millennio’ nella nostra città.”. Sono preoccupati. Terrorizzati. E nella nota diffusa da Rifondazione comunista trasudano tutta la loro “contrarietà a un ulteriore spazio di agibilità per il noto gruppo neofascista”.

Il noto gruppo è una casa editrice. Fabbrica libri, non bombe molotov. E, purtroppo,  non è nuova a censure. La più eclatante fu l’esclusione dal salone del libro di Torino. Nel mirino per aver pubblicato un libro-intervista su Salvini.

Polacchi: dove sta la libertà di cultura e di pensiero?

“Loro non combattono ciò che facciamo. Ma combattono ciò che siamo. E il paradosso è che tutto il mondo della sinistra più estrema (che per anni ha sostenuto di aver combattuto per la libertà di espressione e di parola) manifesti per chiedere la chiusura di una libreria. Altro che libertà.”. E’ la replica rilasciata all’Adnkronos da Francesco Polacchi.

“Noi riteniamo di non aver fatto proprio nulla. Abbiamo l’ardire di avere la nostra linea editoriale e di promuovere libri che possano piacere o non piacere. Lanceremo sabato il volume ‘Tramonto a Addis. Che non è  nemmeno un saggio politico, ma un romanzo. Non andrà bene nemmeno quello. Se un giorno dovessimo promuovere un libro per bambini troverebbero comunque un motivo per attaccarci”.

Ma non basta, si sfoga l’editor di Altaforte. “Si lamentano pure e si mobilitano se non ci mobilitiamo. Non è un gioco di parole. Loro manifesteranno sabato contro l’apertura della libreria a Cernusco nel Naviglio? Bene, noi faremo un sit-in per la libertà di espressione. E loro non vogliono. Per certe persone, noi non dovremmo proprio esistere. E la cosa grave  è che alcuni giornali, cui abbiamo mandato diffide, abbiano dato spazio alle loro istanze”.

Borgonovo: le librerie non si toccano

Doversi giustificare per la propria attività culturale? Ma tant’è. Scende in campo anche il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo, tra gli autori più venduti di Altaforte. “In primo luogo – puntualizza –  in Altaforte nemmeno c’è il logo di CasaPound. Secondo, se anche ci fosse, non vedo dove possa essere il problema. Non mi risulta che quello delle tartarughe frecciate sia un movimento illegale. Si è anche presentato alle elezioni senza alcun ostacolo”.

In tempi di covid e restrizioni poi la protesta antifascista diventa fantozziana.  “L’anomalia – prosegue Borgonovo – sta nel fatto che nelle scorse settimane si sono fatti proclami, articoli, per protestare contro la chiusura delle librerie perché ritenute luoghi fondamentali per tutti, e ora si chiede la chiusura di Altaforte.  Sono i soliti violenti a chiederla. E mi sorprende che nessun maestro del pensiero libero prenda la penna per scrivere che una libreria non si tocca“.

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