La statua di una porchetta nel cuore di Trastevere. Animalisti infuriati: «Offende i vegani»

martedì 22 Giugno 16:41 - di Natalia Delfino
statua porchetta

Gli animalisti perché «offende i vegani», molti romani semplicemente perché la trovano brutta. Certo è che la statua della porchetta installata a piazza San Giovanni della Malva, nel cuore di Trastevere, lascia più perplessi che incuriositi. E di curiosità, comunque, ne suscita parecchia. L’opera è dell’artista Amedeo Longo, studente della Rufa, la Rome University of Fine Arts, e si inserisce in un progetto dell’ateneo intitolato “Piazze romane”. L’obiettivo è quello di valorizzare, attraverso le opere e anche a livello internazionale, il Made in Italy. In questo caso, lo street food.

L’artista spiega l’opera

«La porchetta, alimento tipico laziale, ironico e beffardo! Capace di alimentare la goliardia, ma anche di generare confronto. Il cibo degli opposti: popolare e nobile, democratico e monarchico, papalino e infernale. Sono le anime di una città che si ricercano passeggiando, informandosi, conoscendo. Spinti da un desiderio di scoperta e di condivisione reale. La porchetta è il cibo di cui si parla anche quando si mangia. L’opera realizzata in travertino, a riprendere la raffigurazione degli animali tipica dell’arte romana classica, celebra questa tradizione», si legge nella spiegazione dell’artista, che ha intitolato l’opera “Dal panino si va in piazza”.

La statua della porchetta fa infuriare gli animalisti

La goliardia descritta da Longo, però, non è stata ravvisata dalle associazioni animaliste, dall’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, alla Lav, la Lega anti vivisezione, fino alla Lega nazionale per la difesa del cane, per le quali, per dirla con quest’ultima, non c’è niente di divertente nella raffigurazione di «un povero maiale a forma di porchetta». Per la Lav, poi, «l’opera offende la sensibilità di circa trecentomila romani vegani e vegetariani che in essa vedono un insulto al valore della vita degli animali esseri senzienti, al loro sacrificio forzato in nome di una preferenza alimentare nemmeno necessaria ma solo egoistica». Per oggi alle 18 le associazioni hanno anche organizzato una manifestazione di protesta in loco.

La vicenda prende una piega politica

E, inevitabilmente, tanto più che cade in piena campagna elettorale, la vicenda ha preso anche una piega politica, con la presidente Pd del Municipio 1, Sabrina Alfonsi, finita sotto accusa per un’opera che richiama «tutte quelle vite uccise senza aver mai vissuto», ha tuonato ancora la Lega per la difesa del cane. Una protesta alla quale si è accodato anche il M5s in Campidoglio, rivendicando la sensibilità animalista dell’amministrazione Raggi a fronte della barbarie dei Piddì. Peccato che, ha ricordato la Lav, che il Comune di Roma, così come il ministero dei Beni culturali, abbia deciso di «concedere il patrocinio all’iniziativa».

 

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