La Boldrini torna in aula con una “priorità”: “Vorrei Montecitorio con i colori arcobaleno”

25 Giu 2021 16:29 - di Adriana De Conto
Boldrini arcobaleno

“Vorrei anche Montecitoprio con i colori arcobaleno”. E’ tornata. Laura Boldrini è tornata alla Camera, dopo il lungo stop imposto dall’intervento chirurgico subito. Le facciamo naturalmente i migliori auguri di buona ripresa della sua attività. Contestualmente non possiamo non biasimare come il suo rientro sia accompagnato da un’altra idea delle sue. Non ha perso tempo nel rimarcare la sua agenda prioritaria: i diritti degli omosessuali e dell’universo Lgbt da rivendicare sempre in maniera ossessiva e divisiva. “Dobbiamo dare un segnale”, esorta.

Laura Boldrini e la sua priorità : “luci arcobeleno a Montecitorio”

“E’ come se avessimo due Unioni Europee con valori e linguaggi opposti- esordisce Laura Boldrini- . Una è l’Unione di Bruxelles, Berlino, Roma, Parigi, Madrid. L’altra di Budapest o Varsavia. L’Unione della Polonia con la sua legge sull’aborto e con le zone LGBT free. E quella del Parlamento UE che le condanna. L’Unione di Orban con la legge omofoba”. Non è entrata in punta di piedi l’ex presidente della Camera. Che  con Lia Quartapelle e Debora Serracchiani ha presentato questa brillante idea in un’interpellanza sulla situazione della Polonia; attenzionata dal Comitato per i diritti umani nel mondo, presieduto dalla stessa Boldrini. “E poi c’è l’Europa di Von der Leyen che, giustamente, la definisce vergognosa; oppure quella degli stadi di calcio e degli edifici pubblici tedeschi illuminati con i colori dell’arcobaleno. Perché un segnale bisogna darlo. Sono gli stessi colori che campeggiano ora anche davanti al Parlamento UE e che vorrei campeggiassero anche davanti a Montecitorio”.

Boldrini, l’interpellanza al governo

La Boldrini ha una grande preoccupazione, che l’Europa perda “di credibilità  sulla scena internazionale. L’Unione infatti è impegnata perché in tutto il mondo siano rispettati i diritti umani e politici: a Minsk, rispetto cui siamo stati orgogliosi di essere europei, a Hong Kong, a Yangon, nello Xinjang, a Mosca, ad Ankara. In quest’ultimo caso, tra parentesi, servirebbe maggiore convinzione”. “Chiediamo, con questa interpellanza, come intende agire il Governo italiano; per fare in modo che in sede europea ci sia una netta presa di posizione a sostegno dei diritti sessuali e riproduttivi dei cittadini e delle cittadine europee; del diritto delle donne all’autodeterminazione e all’aborto; del principio di parità di genere”, ha detto tra le altre cose la Boldrini. Già questa Europa che non pare non si preoccupi di altri diritti: oggi i comunisti cinesi hanno fatto chiudere il giornale più libero che c’era in circolazione e nessuno da Bruxelles e dintorni ha fiatato, neanche la prode Ursula…

Palazzi arcobaleno, la sinistra non cambia mai

Insomma, diritti un tanto al chilo. Fa ridere come per risolvere tutti questi problemi la sinistra abbia un metodo infallibile: illuminazione arcobaleno ovunque,  e vai coi diritti. A Milano il sindaco Sala ha preceduto la Boldrini sulla stessa linea. Palazzo Marino è già illuminato  con i colori dell’arcobaleno in occasione del Milano Pride 2021. Una raffigurazione plastica della vicinanza e del sostegno dell’Amministrazione alla comunità  LGBTIQA+. L’iniziativa si è beccata gli insulti di commercianti e ristoratori dopo i vari black out che hanno funestato la città, complice una rete elettrica sotto stress. “Poi all’improvviso – strillano gli esercenti-  per pacchianate retoriche e divisive, l’energia elettrica si trova. Penso alle dieci ore di blackout all’Ortomercato; di celle frigorifere spente, con i grossisti costretti a svendere frutta e verdura. Bisognerebbe lanciare su Palazzo Marino le tonnellate di frutta e verdure che sono marcite».

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