La Cina fa chiudere il giornale più libero di Hong Kong. FdI: Di Maio non dice nulla? (video)

venerdì 25 Giugno 15:37 - di Riccardo Angelini
Hong Kong Apple Daily Cina

Addio al quotidiano Apple Daily, voce libera di Hong Kong che non aveva chinato la testa dinanzi alla Cina. Il regime cinese lo ha costretto alla chiusura con una persecuzione che va avanti da tempo: un anno fa veniva infatti arrestato l’editore, Jimmy Lai. Nei giorni scorsi, dopo la perquisizione nella redazione dell’Apple Daily, è stato arrestato anche il direttore Ryan Law.

Un milione di copie per l’ultima edizione di Apple Daily

Il giornale di Hong Kong ha pubblicato ieri la sua ultima edizione prima della chiusura, dopo 26 anni. Le autorità dell’ex colonia britannica sempre più nell’orbita di Pechino hanno congelato i beni di tre società legate al giornale per 18 milioni di dollari di Hong Kong. L’accusa per la testata è di aver violato con i contenuti pubblicati la contestata legge sulla “sicurezza nazionale“. La gente ha dimostrato il suo affetto per la testata mettendosi in fila per ottenere l’ultima copia del giornale, che ha tirato un milione di copie.

L’omaggio del quotidiano ai lettori

In tanti hanno testimoniato il proprio sostegno al giornale fuori dalla sede, sfidando la pioggia. Lo staff dell’Apple Daily, riporta la Bbc, ha salutato i sostenitori da balconi e finestre, lucine in mano, gridando “Grazie Hong Kong”. L’ultima copia dell’Apple Daily è un omaggio ai lettori, con un titolo emblematico: “Un doloroso addio degli abitanti di Hong Kong sotto la pioggia“.

Mollicone: solidarietà a Apple Daily

“Solidarietà a Apple Daily  – sottolinea il deputato di FdI Federico Mollicone – Dopo gli arresti sommari e il congelamento dei beni se ne va via la principale voce di libertà a Hong Kong. Il governo italiano protesti ufficialmente con l’ambasciatore cinese in Italia e nei sedi internazionali”.

Grillo maggiordomo della Cina, Di Maio è distratto?

Mollicone, che è anche componente dell’Alleanza Interparlamentare sulla Cina, aggiunge: “Il garante del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo è il maggiordomo del governo cinese in Italia. I grillini sono le quinte colonne di Pechino: anche per questo non ci stupisce il tentativo continuo di chiudere Radio Radicale e togliere i fondi all’edicola nazionale ai danni del pluralismo e dei posti di lavoro. Il ministro degli Esteri Di Maio dov’è finito? Si è distratto? – si domanda Mollicone – Invece di legittimare l’accordo sulla Via della Seta contrario agli interessi nazionali difenda in sede internazionale i diritti umani degli hongkonghesi e degli uiguri violati costantemente dal regime comunista di Pechino”.

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