Delitto dell’Olgiata, il figlio della contessa: «Se l’assassino era italiano non usciva dal carcere»

sabato 5 Giugno 13:52 - di Luciana Delli Colli
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Non è una ferita che si riapre, perché «la ferita non si è mai chiusa». Manfredi Mattei, figlio di Alberica Filo della Torre, non nasconde la propria amarezza per l’imminente scarcerazione di Manuel Winston Reyes, il maggiordomo filippino della famiglia che, a vent’anni dall’omicidio della contessa, fu finalmente riconosciuto e condannato come autore del delitto dell’Olgiata. Reyes era stato condannato a 16 anni. Il prossimo autunno, per effetto dei benefici e degli sconti di pena, tornerà definitivamente libero dopo appena 10 anni di detenzione. «La cosa mi disturba molto», ha commentato Manfredi Mattei.

Delitto dell’Olgiata, l’assassino fuori dopo 10 anni

Parlando con l’Adnkronos, l’uomo, che era un bambino quando la madre fu uccisa il 10 luglio di 30 anni fa a 42 anni, ha spiegato comunque di non essere sorpreso. «Diciamo che era nell’aria. Lo avevamo saputo già un anno e mezzo fa, quando morì nostro padre; quando all’assassino di mamma – ha ricordato – concessero dei permessi premio». «Purtroppo – ha aggiunto – stiamo assistendo a una serie di scarcerazioni eccellenti». Per questo per Mattei, «c’è sicuramente qualcosa che non funziona all’interno della giustizia in Italia». «L’assassino di mia madre esce dopo soli 10 anni dalla sua condanna e ce ne sono voluti precedentemente 20 per trovare un responsabile. Responsabile – ha sottolineato – trovato solo grazie alla caparbietà di mio padre. È normale che qualche domanda te la fai. La pena doveva essere l’ergastolo, e invece è praticamente già fuori».

«Se un italiano si difende rischia l’ergastolo…»

«Come me lo spiego? Vado diretto, perché mi girano parecchio», ha proseguito il figlio della contessa Filo della Torre, che insieme alla famiglia ha anche dato vita a una Fondazione che porta il nome della madre, per fare in modo che anche per i vecchi casi irrisolti, i “cold case”, si possa giungere a una giustizia. Per Manfredi Mattei «ci sono due pesi e due misure». «Se sei magari un italiano che si difende da una situazione pericolosa rischi l’ergastolo; se sei un soggetto con altre caratteristiche e uccidi – ha affermato – dopo 10 anni può capitare che sei fuori. Non la metto su connotazioni politiche. Certo è – ha precisato – che se assisti a casi di persone che scontano tutta la pena e altre no, qualche dubbio ti viene».

Manfredi Mattei: «Una notizia che fa molto male»

Quanto alla rabbia e al dolore che la notizia della scarcerazione dell’ex maggiordomo filippino, che agì per il risentimento provocato dal fatto che era stato licenziato a causa del suo vizio dell’alcol, Mattei ha chiarito che non si tratta affatto di una ferita che si riapre, «perché la ferita non si è mai chiusa. Mai». «Rimane sempre aperta. Prima – ha spiegato – non si è riusciti a trovare il responsabile; poi il responsabile del delitto si trova, ma esce. Ce n’è sempre una. Certo è che alla vigilia dell’anniversario della morte di mia madre è una notizia che fa molto male». «È così purtroppo, andiamo avanti», ha concluso.

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