Dalla caduta del Muro di Berlino al concetto di patria: la “fotografia” a Radio University

7 Giu 2021 14:05 - di Camilla Bianca Mattioli
Muro di Berlino

In esclusiva per Radio University, Francesco Alberoni ci racconta il suo nuovo libro 1989-2019 il rinnovamento del mondo. Uscirà il 15 giugno ed è scritto a quattro mani con Cristina Cattaneo. Il testo nasce per rispondere alla domanda: «Che cosa è successo nel mondo tra il 1989 ed il 2019?». L’incipit è proprio la caduta del muro di Berlino, da cui è cominciato un nuovo modo di guardare il mondo. Sono crollati i confini delle civiltà ed è esploso il fenomeno della globalizzazione, inizialmente vista dalla gente con entusiasmo. Questo entusiasmo è venuto meno con la nascita delle superpotenze Stati Uniti, Cina, India e Russia. Al contrario, l’Europa non è riuscita ad affermarsi.

Dal Muro di Berlino alla globalizzazione

Quel che è accaduto nei decenni dopo la caduta del Muro di Berlino è noto. La politica dell’Europa ha peggiorato la situazione perché ha cancellato le patrie invece di conservare l’identità fondamentale e le differenze dei singoli Stati. La società della globalizzazione è la società del nulla. Chi è più in vista viene più seguito. Un parallelo si può fare con il fenomeno degli influencer (chi più è noto, più viene seguito) che ha portato all’eruzione caotica del nuovo senza regole, senza limiti. Non vi è più una morale, una legge è una lotta di tutti contro tutti. In questo arco storico è avvenuto un mutamento radicale del mondo. L’ipotesi di Alberoni è che la globalizzazione sarà un fenomeno continuo ma ciò che finisce è il disordine, l’arbitrarietà, l’eccesso e tornano le differenze, le identità, le regole. E ancora, i limiti e i confini, soprattutto la ricostruzione dei valori.

La questione del calcio

I primi quaranta minuti di trasmissione sono uno sguardo sulla nostra vita, sul nostro futuro e sul nostro passato. Vogliono stimolare un pensiero che non sia agganciato all’edonismo della quotidianità. Seconda parte della puntata vede protagonista il cavalier Ernesto Pellegrini che insieme a Ignazio La Russa, hanno risposto alla domanda: «Il calcio è ancora uno sport o è diventato solo un business?». A parere di Pellegrini, il calcio di oggi è meno romantico, diverso rispetto al passato. Ma La Russa rimarca dicendo che il mondo è cambiato ma la passione dei tifosi resta anche se spesso indotta dai media. A tal proposito, per dar voce agli appassionati del calcio, La Russa lancia un appello: «L’Italia esordisce tra meno di 7 giorni. All’Olimpico ci sarà il 25% degli spettatori. Perché non arrivare almeno al 50% in modo da dare alla squadra il supporto che hanno altre nazioni?». La proposta che porterà in Parlamento, nei prossimi giorni, sarà proprio di riconsiderare la possibilità di raddoppiare le persone che grideranno “forza Italia” all’Europeo.

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