Contro il potere delle  banche c’è solo il sovranismo sociale: la tesi di Aldo Di Lello

giovedì 10 Giugno 9:09 - di Antonella Ambrosioni
Sovranismo

«Con l’austerità di bilancio l’uomo non sarebbe mai andato sulla Luna». E’ solo uno dei passaggi-chiave con cui Aldo Di Lello demolisce i dogmi dell’Unione europea e  in particolar modo quella che definisce l’«ideologia della penitenza» che domina i governi. Il giornalista e saggista, che i lettori del Secolo d’Italia ben conoscono per avere diretto a lungo le pagine culturali, torna da oggi in libreria con il saggio ”Sovranismo sociale- Il debito pubblico è solo un numero” edito da Armando Editore ( pp. 260 euro 23,00). Un libro controcorrente nel quale Di Lello con rigore mette in discussione i caposaldi dell’ ’”ortodossia” globalista, diventati in questi anni Pensiero Unico. Vere e proprie ossessioni.

Di Lello: “L’ossessione del pareggio di bilancio ha prodotto devastazioni sociali”

“Non è vero – scrive- che l’abbattimento del debito pubblico produce crescita”, spiega analizzando uno dei falsi miti prodotti in questi anni. Anzi. Decenni di tagli alla spesa sociale hanno notevolmente ridotto la ricchezza degli italiani. L’«ossessione del pareggio» imposta dai governi “frugali” e dai banchieri dell’eurozona ha prodotto invece enormi devastazioni sociali.

Gli esorcismi contro il sovranismo: “la cattiva coscienza delle classi dirigenti”

Gli esorcismi lanciati contro il sovranismo – denuncia l’autore- nascono proprio dalla cattiva coscienza delle classi dirigenti, che non sanno rispondere alla rabbia causata dall’austerity. Contro chi riduce il sovranismo alla «paura» antimigranti, questo libro indica proprio nella rabbia sociale l’origine della rivolta che ha terremotato la politica. È una «rivolta di lunga durata», destinata a mettere sotto stress i governi anche in futuro. Il sovranismo sociale è lo sbocco naturale di questa ribellione.

Il premier Draghi e il sovranismo

Sotto questo aspetto sbaglia – è il ragionamento di Di Lello- chi ha creduto di vedere nel governo Draghi un duro colpo al sovranismo in Italia. Si tratta di un «esecutivo di tregua (fare da scudo all’aggressione di mercati ed eurocrati), non di svolta». Sarebbe un governo di svolta solo se il premier si proponesse, di concerto con altri leader europei, la modifica dei trattati Ue. Ma così non è. Né potrebbe essere, alla luce di ciò che Draghi rappresenta.

L’aggressione del neocapitalismo

“Sovranismo sociale”  è diviso in tre parti. Nella prima, dal titolo “L’aggressione”, è ricostruita l’ascesa del neocapitalismo «a trazione finanziaria». Ne sono denunciate la potenzialità «eversiva» (svuotamento della democrazia); la tendenza alla «frode» (i salvataggi bancari a danno dei cittadini); la prevaricazione ideologica (delegittimazione delle idee di Stato e nazione). Nella seconda parte, dal titolo “La reazione”, è descritta la rivolta contro le élite.

La proposta: cancellare l’obbligo del pareggio di bilancio

Nella terza parte, dal titolo “Il laboratorio”, è lanciata la proposta di cancellare dalla Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio. Un diktat «approvato nel 2012 da un Parlamento sotto ricatto da parte dei poteri globali». Un Parlamento che in quell’occasione ratificò il trattato sul Fiscal Compact, «vero e proprio nodo scorsoio alla vita italiana, applicato in nome di un principio astratto e non di una necessità reale». Pertanto la ripartenza del nostro Paese avverrà solo quando potrà insediarsi un Parlamento che avrà la forza e il coraggio di cancellare questa perniciosa anomalia.

Sovranismo sociale, cantiere possibile di nuove culture politiche

Ed è qui, dunque,  che il sovranismo sociale «si afferma  come cantiere possibile di nuove culture politiche. Non più una parola divisiva, ma una parola laboratorio». Un’idea seducente. Solo un arco trasversale di forze può realizzare un simile obiettivo. «Al di là della destra e della sinistra c’è il sovranismo sociale», scrive l’autore. Che richiama a un cambio di passo.

Di Lello: “Cominciare a pensare sovranista”

E’ ora di cambiare mentalità: «Occorre cominciare a pensare sovranista». Per farlo occorre coraggio. «Ecco, al dunque, le tre grandi eresie che un movimento sovranista deve avere il coraggio di proclamare. Primo: la creazione di moneta spetta allo Stato. Secondo: la Banca centrale deve agire di concerto con il governo. Terzo: il debito pubblico non è un dogma intangibile, ma niente più che una misura contabile».

Postilla ai liberali di destra

In ultimo, Di Lello invita ad “osare”. «Postilla per i liberali di destra: se Ronald Reagan avesse avuto paura del deficit di bilancio; e non avesse quindi lanciato il massiccio e dispendioso programma di Scudo Spaziale, meglio noto come “Guerre Stellari” (cosa che convinse il Politburo del Cremlino del fatto che ormai la partita con l’Occidente era persa); se fosse accaduto questo, chissà come sarebbero andate le cose, con l’Urss e con il comunismo…».

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