Avrà la protezione la libraia che annunciò il boicottaggio dell’autobiografia della Meloni

mercoledì 16 Giugno 15:16 - di Niccolò Silvestri
libraia
Prima o poi assurgerà a dignità di mestiere e poi da mettere in bella vista sul biglietto di visita, almeno per quei pochi che ancora lo usano. Del resto, di  professioni creative è già ricca la storia. Nella Napoli di Bellavista Luciano De Crescenzo rintracciò persino un “disegnatore di occhio di pesce“. Un tizio specializzato nel disegnare un cerchio luminoso intorno alla pupilla vitrea del pesce congelato quel tanto che bastava a farlo sembrare appena pescato. Insomma, si arrangi chi può. Vale anche per i volenterosi propagandisti di se stessi, come la libraia che annunciò urbi et orbi il boicottaggio dell’autobiografia di Giorgia Meloni.

La libraia è finita nel mirino dei social

Di solito sono più imbattibili di tonno insuperabile nell’afferrare al volo l’occasione buona per far parlare di sé, finire nel mirino dei social(dove non è proprio l’aplomb britannico a dominare), collezionare insulti e minacce e poi passare all’incasso in termini di protezione, scorta e sorveglianza. Tra questi ora c’è anche la libraia lesta a ritagliarsi il suo momento di gloria negando a “Io sono Giorgia” di trovare posto sui suoi scaffali. Per amore della democrazia e della libera circolazione delle idee, com’è facile immaginare. Senza escludere la possibilità al primo giro utile di tentare l’aggancio al Parlamento per incontestabili meriti neo-resistenzialisti.

E il comunista Fratoianni insulta gli elettori di FdI

Tanto più che un trafiletto del Corriere della Sera informa che dal dì del boicottaggio, la libraia è finita nel mirino dei social. È scattato l’allarme, con annesso «servizio di vigilanza circostanziata». Giusto così. Prevenire, si sa, è meglio che curare. E con tante teste calde in circolazione, non si sa mai. Del tutto insopportabile è invece la catena di Sant’Antonio apparecchiata dalla sinistra con dito puntato contro gli «elettori». E a quelli di Fratelli d’Italia si riferiva sicuramente il post-comunista Nicola Fratoianni nell’esprimere solidarietà alla libraia. «Se questi sono i loro elettori – ha detto -, è ora che alcuni leader politici si prendano le loro responsabilità». Fratoianni se la canta e se la suona. Sarebbe un leader, ma è solo la conferma che a sinistra, invece, il pesce puzza dalla testa.

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