La sinistra ha una nuova eroina: è la libraia di Tor Bella Monaca che boicotta il libro della Meloni

sabato 8 Maggio 14:04 - di Valeria Gelsi
libro meloni

Sta avendo un certo successo sui social – e suscitando una notevole curiosità sui media – il post di una libraia di Tor Bella Monaca, a Roma, Alessandra Laterza, che ha annunciato su Facebook che non venderà il libro di Giorgia Meloni Io sono Giorgia (Rizzoli), perché non condivide le idee dalla leader di FdI. Laterza, intervistata in queste ore da diversi mezzi di informazione, va spiegando che «aprire una libreria a Tor Bella Monaca non risponde all’esigenza di vendere solo libri, ma anche di raccontare forma di resistenza civile» (all’Adnkronos, ndr) e che «io non ho piacere che un giovane legga della Meloni, della sua idea di famiglia e delle sue discriminazioni verso gli omosessuali, ciò che credo sia in quelle pagine» (Affaritaliani.it). Ma guai a chiamare la scelta «censura»: la sua è «una scelta etica».

Quella strana idea di democrazia

«Io ritengo che quel libro non abbia contenuti. Non amo vendere libri di persone che secondo me il concetto di democrazia non lo conoscono bene. Ma non è mica censurato: il libro lo potete acquistare ovunque, se lo ordinate su Amazon il giorno dopo ce l’avete a casa», ha detto ancora Laterza ad Affaritaliani.it, aggiungendo che «secondo me, la notizia è che la Meloni scriva un libro…» e non sottraendosi alla tentazione di presentarsi come anti Meloni. «Possiamo chiosare con “Sono Alessandra, sono una libraia e sono progressista”?», le ha chiesto l’intervistatore. «Sì, se volessimo fare un titolo sarebbe così», ha risposto Laterza, ridendo.

I trascorsi Pd della libraia che si sente l’anti Meloni

In effetti, Laterza non è esente da trascorsi politici. Nella primavera del 2016 partecipò alle elezioni comunali di Roma come candidata del Pd al Municipio VI. In tempi più recenti, lo scorso dicembre, è anche finita al centro di una certa attenzione per uno scontro con la giornalista e delegata della Raggi alle periferie, Federica Angeli. Laterza la querelò perché, in occasione di un evento per la Giornata contro la violenza sulle Donne, Angeli aveva sostenuto che la sua libreria «non fosse luogo dove si facesse cultura, ma campagna elettorale. Quale campagna – aveva lamentato la libraia – non è dato sapere».

Il libro della Meloni no, l’incontro con Zan sì

Che si faccia o meno campagna elettorale, come ha sostenuto la Angeli, certo è che le scelte della libraria, ora rivendicate come atto di «resistenza civile», ora come «esercizio del proprio rischio d’impresa», hanno una chiara impronta politica. Del resto, ad ammetterlo è stata la stessa Laterza, rivendicando con l’Adnkronos che «non che la politica non entri nella mia libreria». L’ultima presentazione nella sua libreria, ha ricordato, ha visto la partecipazione di Walter Veltroni e Roberto Morassut. A breve, poi, ci sarà quella di un libro di Cristiana Alicata, già attivista gay ed esponente del Pd. Vi «parteciperà Alessandro Zan. Sarà l’occasione per riflettere sul ddl Zan contro l’omotransfobia, in cui io credo», ha detto Laterza, aggiungendo, che «lo confesso: sono più vicina alla sinistra e la propaganda della destra su certi temi non mi interessa».

Non che si trattasse proprio di un segreto visti non solo la candidatura con il Pd, ma anche gli incontri nella sua libreria, fra i quali si ricordano anche quelli con Gennaro Migliore e Monica Cirinnà. Non è chiaro, inoltre, se questa Alessandra Laterza sia la stessa Alessandra Laterza che qualche anno fa era segretaria del circolo Pd Borghesiana Finocchio, dove organizzava incontri sull’importanza delle biblioteche come luogo di «scambio culturale e di aggregazione sana per i giovani».

Fazzolari: «Roba da vecchi rottami della storia»

«Ancora non è uscito il libro di Giorgia Meloni Io sono Giorgia e già la sinistra si mobilita per boicottarlo», è stato il commento alla vicenda del senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari. «Pseudo giornalisti e opinionisti esaltano la scelta di una libraia militante che si vanta del fatto che non venderà un libro che non ha neppure letto, così per puro odio e pregiudizio. I soliti rottami della storia già invocano “la nuova Resistenza” contro il libro. Perché per questa gente la democrazia vuol dire impedire agli avversari politici di parlare e boicottare i libri non graditi al regime. Ma non si può fermare il vento con una mano. E neppure – ha concluso Fazzolari – con un pugno chiuso».

(Foto dal profilo Fb di Alessandra Laterza)

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *