In arrivo in libro “Io sono Giorgia”. La Meloni si confessa a Verissimo. La madre, i bulli, gli odiatori

venerdì 7 Maggio 20:11 - di Eugenio Battisti

Smette i panni della leader di partito. Della pasionaria della destra. Del militante maschiaccio. Per vestire quelli di donna, di figlia e di madre. Dal salotto di Verissimo su Canale 5 Giorgia Meloni svela il suo lato più personalw.  Tenuto sempre all’oscuro. E non nasconde le lacrime quando si toccano i tasti più delicati della sua infanzia. A cominciare dall’assenza del padre. Con il quale confessa di avere avuto un rapporto inesistente. Al contrario di quello con la mamma Anna, “a cui devo tutto”, dice. E con la sorella maggiore Arianna.

Giorgia Meloni si racconta senza tabù a Verissimo

Nella puntata trasmessa domani su Canale 5 la leader di FdI molla le briglie e si lascia andare a un racconto autentico e sofferto. Anticipando il filo rosso del suo libro Io sono Giorgia, edito da Rizzoli, in uscita nelle librerie. Per il quale con grande autoironia ha scelto le tre parole diventate un tormentone rap sui social.

“Quando è morto mio padre non provai nulla”

Del padre racconta che ha abbandonato la famiglia quando lei aveva un anno. “Lui viveva alle Canarie e noi andavamo da lui una, due settimane all’anno e basta”. Quando aveva 11 anni di fronte a un discorso inaccettabile gli disse “Non ti voglio vedere mai più”. E così fece. “Quando è morto non sono riuscita davvero a provare un’emozione. È  come se fosse stato uno sconosciuto”, confessa alla conduttrice Silvia Toffanin.

La leader di FdI: “A mia mamma devo tutto”

Della mamma parla con trasporto. Si comprende che è stata un esempio di vita. Una bussola. “Ha incontrato molte difficoltà nella vita, ha cresciuto due figlie da sola. A lei devo tutto. Il suo giudizio è uno dei pochi che temo di più”. La leader di Fratelli d’Italia si emoziona  quando parla della sorella. Mamma a sua volta di due bimbe. “È stata la mia guida. Ancora oggi è l’unica persona con la quale ho fisicamente bisogno di parlare al telefono per chiacchierare. Per sfogarmi, non c’è nulla di me che lei non conosca”. Crescere senza un padre non è stato facile per Giorgia Meloni. Che, nel corso della sua vita, si è dovuta spesso confrontare con nemici e “odiatori”. Da piccola per i suoi chili di troppo (“mi chiamavano cicciona”) da adulta per le sue idee. Combattute con un accanimento sfociato spesso in insulti e minacce. Ma quegli attacchi l’hanno resa più forte. Nella vita privata e in quella pubblica. “I nemici hanno sempre un’utilità perché ti fanno crescere e mettere in discussione”.

“Gli insulti non li leggo. Però ho sofferto per Ginevra”

Abituata alle critiche, anche le più dure, non nasconde la sofferenza provata all’annuncio della gravidanza. “Gli insulti non li leggo e non mi fanno quasi più male. Però, ho sofferto quando annunciai di aspettare mia figlia Ginevra al Family Day. Ci sono stati molti hater che mi hanno augurato di abortire”. Una ferita che ancora brucia. “Mi sono sentita in colpa, come se, alla prima prova di maternità, non l’avessi protetta”. Poi confessa un rimorso. Quello di non aver dato un fratellino a Ginevra, che oggi ha 5 anni.  “Per il legame che ho con mia sorella, è dura accettare che Ginevra sia figlia unica. Quando diventi madre e come se smettessi di vivere avendo come baricentro te stesso. I figli ti fanno sperimentare tutte le tue emozioni più grandi“.

“Andrea non soffre per il mio ruolo politico”

Con il compagno Andrea Giambruno, autore televisivo, c’è complicità e alleanza. Si sono conosciuti nel 2014 dietro le quinte di un programma televisivo e da allora non si sono più lasciati. “Lui non soffre per il ruolo politico che ricopro. L’amore ha senso se riesci a fare squadra. Non parliamo di matrimonio, anche se credo nei suoi principi. È come se le cose fossero già in equilibrio“.

 

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