Ardea, colto da un raptus 35 enne uccide due bambini e un anziano. Poi si suicida

domenica 13 Giugno 16:44 - di Redazione
Ardea

Ardea, una tragedia che lascia l’Italia senza parole. Un 35enne colto da un raptus ha sparato a un anziano e a due fratellini di 3 e 8 anni anni. La sparatoria è avvenuta vicino al Consorzio Colle Romito ad Ardea, nei pressi di Roma. I soccorritori hanno a lungo tentato di salvare i due bambini, le cui condizioni erano apparse fin da subito gravissime. L’aggressore dopo la sparatoria si è barricato in casa per ore e alla fine si è suicidato. I carabinieri lo hanno trovato in camera da letto.

I bambini stavano giocando quando la furia omicida del 35enne, descritto come un uomo instabile, si è abbattuta su di loro.  “Il primo a non farcela è stato il più piccolo – ha detto l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato –  poi purtroppo è mancato anche il secondo bambino. Gli operatori intervenuti sul posto hanno impiegato tutti gli sforzi possibili per salvare le vittime con ripetuti tentativi di rianimazione, ma la situazione è apparsa fin da subito compromessa”.
“Tutte le persone coinvolte – ha spiegato il sindaco di Ardea Mario Savarese – sono residenti del Consorzio, compresa la persona che ha sparato”. Il primo cittadino ha anche chiarito che l’anziano ucciso  sarebbe il nonno dei due piccoli, passava in bicicletta. Il padre dei bambini, ha riferito sempre il sindaco, è ai domiciliari nel comprensorio, e tra lui e l’aggressore ci sarebbe un rapporto di parentela.

L’uomo che ha sparato “è una persona instabile, che ha manifestato in precedenza dei comportamenti ostili, non si può certo dire che sia una persona normale”, ha detto ancora il sindaco.

 “Quando abbiamo sentito l’esplosione pensavamo fosse un petardo esploso da qualche bambino. Poi ci siamo avvicinati alla zona e abbiamo scoperto che invece erano colpi di pistola”. Così racconta il presidente del consorzio Colle Romito, Romano Catino.

“Abbiamo subito chiamato le forze dell’ordine che sono arrivate molto presto. Poi ho mandato subito un messaggio nella chat del consorzio per invitare tutti a restare in casa. Per fortuna molti dei consorziati erano al mare. La famiglia dell’omicida era conosciuta nel quartiere per episodi di molestie e degrado. Più volte sono stati segnalati alle forze dell’ordine. Basti pensare che una persona della nostra vigilanza interna ha il compito di tenere d’occhio quella villetta”, ha aggiunto.

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