Salvini: «Lamorgese non è in grado di controllare chi entra e chi esce dall’Italia. Meloni? Mai litigato»

venerdì 14 Maggio 10:43 - di Federica Parbuoni
salvini

L’immigrazione, le riaperture, i rapporti con gli alleati, Giorgia Meloni in testa. Arrivando a Catania, dove oggi è attesa la decisione del Gup sul caso Gregoretti, Matteo Salvini ha chiarito di aspettarsi «giustizia con la g maiuscola» di fronte ad atti del processo dai quali si delinea «un romanzo fantasy assolutamente imbarazzante». L’incontro con i giornalisti fuori dall’aula bunker, però, è stato anche l’occasione per fare il punto su alcuni dei dossier politici più caldi. A partire proprio dal tema degli sbarchi, che sotto la gestione Lamorgese proseguono senza sosta e che la notte appena trascorsa hanno fatto registrare 41 nuovi arrivi in una Lampedusa già al collasso. E che sono il cuore dello stesso processo che il leader della Lega si trova ad affrontare.

«Lamorgese non in grado di controllare gli sbarchi»

«La ministra Lamorgese in questi due anni ha dimostrato di non essere in grado di controllare chi entra e chi esce dall’Italia», ha detto Salvini. «Io, invece – ha ricordato – vado a processo perché nell’anno del mio governo ho dimostrato che volere è potere. Quindi, il nostro interlocutore è il presidente Draghi sulla cui autorevolezza, in Italia e in Europa facciamo affidamento». Per Salvini è necessario che «iniziamo a far da noi, che l’Italia faccia l’Italia. Io chiedo non i miracoli, ma che l’Italia si comporti come la Spagna, come la Grecia, Francia e Malta. Come tutti i Paesi che difendono l’autonomia dei propri confini. Non possiamo essere – ha avvertito – il campo profughi d’Europa nell’estate della ripresa post Covid…».

Lunedì il «tagliando» sulle riaperture

Quanto alla «ripresa post Covid», poi, Salvini ha aggiunto che «lunedì è in programma una riunione, siamo a metà maggio», scadenza per la quale «avevamo chiesto un tagliando». «Se si prende atto della realtà dei fatti con i dimessi, i guariti, i vaccinati, una situazione sotto controllo in tutta Italia, lunedì – ha spiegato Salvini – non si potrà che restituire diritto al lavoro e alla libertà a 60 milioni di italiani». «Occorre non abbassare la guardia. Però, rinviare ulteriormente aperture e continuare divieti e coprifuoco – ha aggiunto – non sarebbe rispettoso nei confronti degli italiani». «Gli italiani più fragili, gli over 70-80 sono ormai quasi tutti in sicurezza (per i vaccini, ndr). Quindi, che questa – è stata l’esortazione – sia l’estate del boom economico, dove accogliamo i turisti che pagano e non quelli che sbarcano e dove gli italiano possono finalmente tornare a vivere, amare, fare sport, in sicurezza».

Salvini: «Meloni? Non abbiamo mai litigato»

Infine un passaggio sul rapporto con gli alleati, e FdI in particolare. «Non ho mai litigato con la Meloni», ha chiarito Salvini. A chi gli ha chiesto se avesse comprato il libro della leader di FdI, Io sono Giorgia, poi,  ha risposto: «No, leggo gli atti giudiziari dei miei processi e sono tanta roba…», «un romanzo fantasy assolutamente imbarazzante».

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