Omofobia, Mattarella parla e la sinistra lo tira per giacca. Letta: «Approvare subito il ddl Zan»

lunedì 17 Maggio 11:47 - di Redazione
Mattarella

«La Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia è l’occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza. E, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea». Parole messe nere su bianco in una nota ufficiale dal presidente Sergio Mattarella. «Le attitudini personali e l’orientamento sessuale – ha aggiunto – non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana. Perché laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica.

Mattarella celebra la Giornata contro la transfobia

«La società – ha proseguito – viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili. La ferita inferta alla singola persona – ha concluso – offende la libertà di tutti». Parole, queste di Mattarella, che – com’era prevedibile – finiscono per infiammare la sinistra. «Approvare subito il ddl Zan. Il Senato deve fare in queste settimane un gesto concreto per i diritti approvando la proposta del Pd», intima via Twitter Enrico Letta.

I vescovi: «La proposta del Pd è scritta male»

Così anche Roberto Fico. Anche per il presidente della Camera l’obiettivo è l’approvazione del ddl Zan. Il ruolo istituzionale lo obbliga ad aggiungere l’auspicio di arrivare  ad una «legge condivisa». Chi invece mette in guardia dall’imboccare frettolosamente strade che potrebbero condurre ad approdi diversi da quelli sperati è la Cei. Leggere, per credere, l’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal cardinale Gualtiero Bassetti. A giudizio del presidente dei vescovi italiani, il ddl Zan «è scritto male». E spiega: «Così com’è ora è un testo che può sfociare in altre tematiche che nulla hanno a che vedere con l’omofobia, gli insulti o le violenze». Ne tengano conto tutti. Mattarella compreso.

 

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