Migranti, gli scafisti si pubblicizzano sui social come i tour operator: “Viaggia con noi, sbarco sicuro”

lunedì 3 Maggio 13:15 - di Lorenza Mariani
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Migranti, ecco come ci invadono. I tour operator degli scafisti si pubblicizzano sui social: «Viaggia con noi, lo sbarco è sicuro». Proprio così: per i viaggi in Italia lo sbarco garantito. Sembra lo slogan di un’agenzia turistica e invece è, mutatis mutandis, uno dei tanti messaggi lanciati sui social da scafisti e trafficanti di esseri umani alle prese con l’organizzazione delle scorribande per il Mediterraneo in cerca di clienti da assoldare per la traversata verso le nostre coste. Dove, sembra dedurre dall’inquietante spot propagandistico, l’approdo – e dunque l’accoglienza – sembrano dati per certi. Garantiti, come la politica degli ultimi governi e la cronaca degli sbarchi confermano, è garantito.

Migranti, gli scafisti come i tour operator: pubblicizzano le traversate sui social

La denuncia dello slogan social intercettato facilmente arriva da Il Giornale che, proprio in queste ore, rilancia il caso. E riferisce: «Contattarli è semplice, postano i numeri di telefono e scrivono: «Chiamami, mandami un messaggio whatsapp». Il costo della traversata, nella maggior parte dei casi, è di circa 5000 dinari libici, ovvero poco più di 900 euro. Ciò che garantiscono è la partenza e assicurano che chi prenderà la via del mare sarà raggiunto dalle navi del soccorso». Immediati e contenti fioccano i post di risposta. Come quello che cita sempre il quotidiano diretto da Sallusti, che recita: «”Alì aspetta la notizia felice”, scrive un utente libico postando lo screenshot che riporta il tragitto della Sea Watch 4 di fronte a Tripoli».

“Viaggia con noi: l’approdo è sicuro”. Un business che alimenta la concorrenza

Attualmente bordo della nave della Ong tedesca, infatti, guarda caso viaggiano 455 migranti. E dall’imbarcazione, in una sorta di racconto social, via Twitter si apprende: «A bordo del Sea Watch 4 i nostri ospiti e l’equipaggio sono esausti. Tuttavia, l’umore è positivo. Siamo colpiti dalla forza e dalla perseveranza di queste persone! Perché anche se hanno vissuto cose terribili, cantano e ballano e supportano l’equipaggio ovunque possono». Per la cronaca, allora, sulla nave dopo i sei salvataggi nell’arco di 72 ore, si trovano le 455 persone per le quali l’ong chiede un porto sicuro. Indovinate dove? L’offerta promessa dal pacchetto lancio è compiuta e prelude, invogliando alle partenze, ad altre missioni “garantite” dai “tour operator” delle traversate.

Addirittura dalla Tunisia i trafficanti si sbilanciano a dire: si arriva diretti a Lampedusa

I quali specificano chiaramente – onde evitare di incorrere nell’accusa di pubblicità ingannevole che spesso mina il terreno del marketing – che si viaggia, nella maggior parte dei casi, verso le navi del soccorso. Almeno questo viene chiarito dagli addetti ai lavori per quanto riguarda le partenze dalla Libia: per lo più da al-Khoms o Zwara. Dalla Tunisia, invece, ci si può sbilanciare a ipotizzare che i natanti arrivano diretti a Lampedusa. Le basi logistiche sono comunque indicate nei messaggi social. E prevedono anche l’opzione di partenze da altri Paesi. Allora, riporta sempre Il Giornale, «per chi avesse bisogno di un visto per entrare in Libia – scrive Mona, una donna che si è messa in affari nel settore – mi contatti in privato». Tanto c’è chi garantisce passaggi alla dogana o ai confini «senza problemi».

Migranti, scafisti come tour operator: garantiscono superamento di dogane e acque territoriali

Una concorrenza spietata come il business su cui si fonda, quella dei tour operator dei migranti, che i messaggi esplicitano al di là di ogni ragionevole dubbio su offerta e risultato. Non a caso, sottolinea sempre il quotidiano milanese, sui vari profili si legge: «Scegli me, viaggia con me», scrive qualcuno. Altri si spingono addirittura oltre, e dopo essersi auto-sponsorizzati, sconsigliano addirittura di affrontare il viaggio con qualche competitor più «sfortunato» che ha messo in acqua barconi poi affondati. O che, comunque, hanno dovuto fare fronte a diverse difficoltà. Rispetto alle quali c’è chi afferma con orgoglio: «Noi garantiamo sicurezza» garantendo il superamento di dogane ai valichi di frontiera e sconfinamenti delle acque territoriali. Tutto organizzato e pubblicizzato alla luce del sole. Con la complicità della Ong, che è ormai acclarato, si piazzano a largo delle coste libiche in attesa delle partenze. Per viaggi indirizzati in quelle acque Sar dove, è una certezza – questa sì – sarà presente una loro nave.

Migranti, da Lampedusa a Vieste, nel weekend sono sbarcati in 735

Ed è così che il nostro Paese si ritrova letteralmente invaso dai migranti. A Lampedusa, solo nel weekend, nel più assoluto silenzio istituzionale, ne sono arrivati oltre 700 migranti. E nel frattempo, nel Foggiano è sbarcata questa notte nel porto di Vieste, una barca a vela, a bordo della quale c’erano 35 migranti di nazionalità afghana. L’imbarcazione, che i militari della Guardia di Finanza hanno scortato dopo aver ricevuto l’allerta di un avvistamento al largo nella tarda serata di ieri. Le condizioni degli stranieri a bordo sono buone. Il vascello batte bandiera bulgara. Ma non è il solo.

«Tanto il governo proroga al 31 luglio i permessi di soggiorno scaduti il 30 aprile»…

Ieri, infatti, c’è stato un altro approdo sulle coste pugliesi: a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce. Dove, a bordo di un motoveliero questa volta, sono arrivati 59 profughi provenienti dall’Iraq, Iran e dalla Siria. Tanto «il governo – scrive qualcuno sul web – proroga al 31 luglio i permessi di soggiorno scaduti il 30 aprile», recita una comunicazione della Presidenza del Consiglio. E via con le adesioni e le partenze. «Partirò anche io», scrive un libico online. E il traffico che alimenta il business dei criminali internazionali aumenta e rimpingua le loro casse. Alla faccia di Covid, lockdown e crisi che ha messo in ginocchio veri e onesti imprenditori.

 

 

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