Migranti, altolà delle Regioni a Lamorgese: «Non li prendiamo». FdI: «Serve il blocco navale»

giovedì 20 Maggio 16:33 - di Eleonora Guerra
migranti regioni

Rischia di diventare uno scontro istituzionale il braccio di ferro tra il Viminale e le Regioni sulla redistribuzione dei migranti. «Porteremo il caso alla conferenza Stato-Regioni. È inaccettabile prendere una scelta del genere senza consultarci», ha avvertito l’assessore alla Sicurezza delle Regione Piemonte, Fabrizio Ricca, rispondendo alla volontà del ministro Luciana Lamorgese di procedere con il trasferimento dei migranti in vari territori italiani. Uno stop al quale si sono associati altri territori governati dal centrodestra e che ora trova sponda anche nei sindaci. Primi fra tutti quelli più duramente colpiti dal Covid.

Il braccio di ferro sui migranti in Conferenza Stato-Regioni

A Lamorgese, i cui tentativi di ottenere «solidarietà» dall’Europa sono andati falliti, hanno detto no anche la Liguria e la Lombardia. «Dobbiamo ragionare quanto possiamo accogliere e perché dobbiamo accogliere solo noi quando la Spagna schiera l’esercito al confine», ha sottolineato ancora Ricca, dando voce al disagi di molti. «Ho chiesto a Fedriga, che presiede la Conferenza Stato-Regioni, di aprire un’interlocuzione con il governo perché dobbiamo renderci conto che con la bella stagione riprenderanno gli sbarchi».

Il no dei sindaci alle prese coi danni del Covid

A farsi sentire in queste ore sono stati anche i sindaci di Comuni come Codogno e Castelpusterlengo, duramente colpiti dal Covid. «Quanto dichiarato dal ministro Lamorgese è riprendere una logica che pensavamo abbandonata. Oggi le priorità sono tantissime. È impensabile scaricare sui territori una emergenza migratoria che non è stata gestita», ha avvertito il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, ricordando che «anche qui in provincia di Lodi abbiamo già vissuto situazione critiche con i pullman che arrivavano dalla notte al giorno». «Non ci sono ulteriori spazi. Significherebbe aggiungere problemi su problemi. Il Covid – ha sottolineato il primo cittadino, in un colloquio con l’Adnkronos – non è sparito. C’è l’onda lunga di situazioni difficili economiche. Oggi registriamo qui 4 positivi, siamo vicino allo zero, concentriamoci su questo».

Sulla stessa linea anche il sindaco di Casalpusterlengo, Elia Delmiglio. «Qualora ci arrivassero delle richieste, noi manifesteremo la nostra assoluta indisponibilità. In questo momento riteniamo prioritario destinare le risorse umane ed economiche alle famiglie, alle imprese in ginocchio, ai ristoratori in difficoltà. Non sicuramente a un’emergenza migranti che poteva e deve essere gestita diversamente».

Lollobrigida: «Blocco navale per evitare le morti in mare»

«Aver riaperto i porti è un incentivo per gli sciacalli del mare a passare attraverso il Mediterraneo per trasportare carne da macello. Tutto questo è disumano. Bisogna fermare questa invasione per evitare nuovi schiavi», ha commentato poi il capogruppo di FdI alla Camera, Francesco Lollobrigida. «Non dobbiamo permettere – ha aggiunto – che centinaia di ragazze siano costrette a prostituirsi e ragazzi a spacciare. Fratelli d’Italia chiede il blocco navale per evitare morti in mare. L’Italia – ha concluso Lollobrigida – ha il dovere di difendere i propri confini e di pretendere che le altre Nazioni europee si facciano carico di questi flussi».

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