Inter, rabbia e preoccupazione per la folla a Milano: «Facile prevederlo, Sala dov’era?»

lunedì 3 Maggio 12:32 - di Gigliola Bardi
milano inter sala

All’indomani dei festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter i virologi – e non solo – non nascondono la loro preoccupazione per quelle 30mila persone che si sono riversate in strada a Milano e che, in larga parte, si sono assembrate in piazza Duomo, con buona pace delle norme anti contagio. «Assolutamente non possiamo permetterci queste immagini, vanno evitati gli assembramenti anche se la gioia si può comprendere. Ma deve prevalere il senso di responsabilità e rispettare i 121mila morti che abbiamo avuto in Italia», ha detto il coordinatore del Cts, Franco Locatelli. Insomma, ancora una volta sembra che la responsabilità sia tutta dei cittadini. Ma è davvero così o c’è stata una mancanza da parte di chi, a partire dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha la responsabilità di vigilare ed evitare che situazioni del genere si verifichino?

Confcommercio: «Bar e ristoranti chiusi, poi…»

Se lo è chiesto anche Confcommercio Milano, per il tramite del suo presidente, Marco Barbieri. «Mi chiedo perché a Milano, in Darsena o in Brera, sia necessario transennare le vie per evitare assembramenti e veicolare i flussi di persone e in piazza del Duomo possano riversarsi in migliaia in modo incontrollato», ha scritto Barbieri sulla sua pagina Facebook. «Mi stupisce vedere come si usino pesi e misure diverse in una situazione di emergenza comune. Bar e ristoranti non possono aprire i loro locali, pur garantendo distanziamento e sanificazione, ma gli viene concesso il solo utilizzo dello spazio esterno. Parchi e piazze invece posso riempirsi in modo incontrollato e senza alcuna precauzione sanitaria. È arrivata la primavera, il sole scalda le giornate, ma se ci sono delle regole devono essere rispettate e fatte rispettare», ha concluso il presidente di Confcommercio Milano.

Fontana: «Spero che non aumentino i contagi»

Su quello che è successo ieri ha espresso preoccupazione anche il presidente della Regione, Attilio Fontana. «Speriamo che situazioni di questo genere non abbiano determinato nessuna conseguenza e speriamo che in futuro si evitino ulteriori scene di questo genere, perché onestamente rischiano di essere un po’ pericolose. Speriamo che arrivi prima la vaccinazione», ha detto il governatore, sottolineando che eventi simili «era probabile che si potessero verificare». «L’importante – ha proseguito – è che non si verifichino più. Bisogna fare anche affidamento e chiedere alle persone il rispetto delle misure di sicurezza. Mi auguro – ha concluso – e spero che non aumentino i contagi, ma questo lo potremo dire tra due settimane».

Un evento «annunciato e prevedibile»

Fontana, dunque, ha voluto evitare di aprire un fronte di polemica politica, sebbene sia abbastanza chiaro dove sono le responsabilità. Chi, invece, le ha sottolineate apertamente è stata la senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli. Secondo l’esponente azzurra, infatti, lo scudetto all’Inter e quello che ne poteva derivare a Milano erano «di un evento annunciato e prevedibile da giorni, eppure l’unico a essere colto di sorpresa è il sindaco Sala, che non ha previsto misure per contrastare gli assembramenti».

Folla in piazza a Milano per l’Inter: «Sala dov’era?»

«Dove erano i vigili che dovevano essere preventivamente precettati dal sindaco? Dove era l’uomo del blitz ai navigli? Forse, da interista sfegatato, era in mezzo alla folla. Non si amministra così una città. La speranza è che nel bezzo di un’epidemia questa superficialità del Comune di Milano non debba ricadere su qualcuno costretto a chiudere. Nel caso – ha concluso Ronzulli – ringrazieremo il Sindaco Sala».

 

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