Gioventù Nazionale compie sette anni, è la voce dei giovani patrioti italiani contro l’omologazione

mercoledì 5 Maggio 11:25 - di Fabio Roscani

Gioventù Nazionale compie 7 anni. Forse sono ancora pochi rispetto alla lunga storia politica di cui ci siamo fatti testimoni ed eredi. Ma son tanti rispetto al tempo pazzo che viviamo, piegato dalla disillusione e dal disimpegno.
Sta di fatto che la prova del tempo vogliamo vincerla. Vogliamo diventare un punto di riferimento certo nell’immaginario dei giovani italiani. Vogliamo mettere al riparo la rigenerazione che, di volta in volta, di militante e militante, cambia i volti di Gioventù Nazionale ma non la sua aspirazione fondamentale. Vogliamo essere puntuali lettori del presente per prendere di petto un futuro troppo spesso senza certezze. Vogliamo dare forza alla voce della nostra generazione, acciuffando per mano i nostri coetanei più rassegnati. Vogliamo rappresentare nel tempo un modello, nutrito dalla speranza e dal coraggio. Un esempio, nutrito dall’esperienza. Vogliamo fare questo. A Dio piacendo, per sempre.

Di generazione in generazione. La nostra storia infinita.

L’attualità conferma che la nostra esistenza è necessaria. La nostra Gioventù Nazionale, come nella migliore tradizione della destra giovanile italiana, rappresenta uno sguardo alternativo e metodi alternativi di ingaggio alle questioni del proprio tempo. Se questa visione del mondo resiste e convince, è perché prima di noi, Giorgia Meloni, oggi leader del nostro partito, Fratelli d’Italia, insieme alla sua generazione ha saputo interpretare il proprio tempo e consegnare il testimone di quella storia, raccolto a sua volta da altre generazioni.

La giovane destra italiana in prima linea contro il disagio giovanile

Ora tocca a noi, a raccogliere i dissapori e proporre soluzioni tecniche e serie per trovare il coraggio di alzare la voce contro lo smantellamento in corso dello Stato di diritto, il rovesciamento delle dinamiche istituzionali, il silenzio colpevole del governo sull’università e la scuola. Per denunciare lo smarrimento di migliaia di ragazzi che si agitano tra libri e lavoretti part time senza una meta. In questo ultimo anno, abbiamo lottato incessantemente per farci sentire, per riprendere la nostra vita, contestare la DAD, dare battaglia all’insensato e antiscientifico coprifuoco.

Patrioti vs Globalisti: la sfida del nostro tempo

È nostra prerogativa, nonché nostro dovere, indicare quelle che sono che le grandi sfide che dovremo combattere. Recentemente, Gioventù Nazionale ha realizzato una campagna dal titolo “Patrioti vs Globalisti”. Noi crediamo che lo scontro del nostro tempo si fondi su questi due fronti.

Combattere l’omologazione, difendere l’identità

Da una parte chi crede ciecamente nella globalizzazione, in un regime economico iper- liberista su scala planetaria che annienta il bello della diversità a vantaggio di multinazionali che, come funghi, sorgono in ogni parte del globo, offrendo a tutti gli stessi prodotti, ed omologando il mercato e gli uomini. Dall’altra chi crede in una economia dal volto umano. A protezione delle botteghe artigianali, così come delle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura dell’Italia ma che, oggi, non riescono a competere con i colossi internazionali che a colpi di delocalizzazioni e sfruttamento dei lavoratori, sono in grado di offrire merce di dubbia qualità a prezzi stracciati.
Da una parte chi definitivamente si è votato alla religione del consumismo, la mentalità che vede nell’accumulo di denaro e di prodotti il fine ultimo della esistenza umana. Esistenze ormai spoglie di profondità e valori tradizionali. Dall’altra chi continua a coltivare lo spirito.

Recuperare i propri riferimenti e orientarsi nel fantomatico “progresso”

Da una parte chi si è sottratto ai grandi ed eterni interrogativi della vita: chi siamo? Da dove veniamo? A cosa torneremo? Cosa ci facciamo qua? Hanno pensato, abiurando alla loro razionalità, che queste domande automaticamente si elidessero inseguendo il fantomatico “progresso”. Ma la scienza è uno strumento a servizio dell’uomo, non risolve la nostra ansia di eternità e soprattutto non deve sopprimere il senso alto della vita umana. Dall’altra chi ancora spera in una società fondata sul rapporto umano, sul solidarismo e che rifugge il materialismo.

Contro la cultura del “no limits”

Da una parte chi è approdato alla cultura del “no limits”, della assenza di confini. Intendono abbattere i confini nazionali, economici, sessuali, di età. Da una parte c’è chi, soprattutto, ha tradito i padri, rinnegando la propria terra, per infatuarsi della dimensione globale. In preda al globalismo, ha ritenuto che l’attaccamento alla Patria, intesa come sintesi fra territorio, lingua e cultura, fosse una congettura da bigotti. E che moderno è chi rinuncia alla sua identità e scimmiotta costumi esteri.
Sappiamo anche che in  questo secolo di cambiamenti e progressiva liquefazione della società, resisterà solo chi saprà trattenere con i denti la sua anima.

I nuovi paladini della sinistra, scompariranno presto.

La sinistra del politicamente corretto agita scomposta i suoi nuovi paladini interpreti del globalismo: da Carola Rackete a Fedez tutto condito in salsa di “Sardine” scadute prima del tempo.

Noi continueremo ad essere la voce libera dei giovani patrioti d’Italia

Dall’altre parte noi, una gioventù autentica, libera, fiera della propria storia, della propria cultura, delle sue tradizioni. Siamo orgogliosi di essere italiani, capaci di immaginare il futuro, consapevoli del proprio ruolo nel mondo. Oltremodo scanzonati, scomodi ai poteri forti, impegnati nel volontariato, utili a costruire. Portatori di valori eterni, interpreti di un modo di essere, allergici alle omologazioni. Una comunità di uomini e donne che diventano esempio, schifano i furbi, combattono le mafie, non si arrendono alla cultura della morte, allontano la droga e cantano la vita. Ragazzi e ragazze normali in un mondo di mediocri che si credono straordinari. Questa è Gioventù Nazionale, la voce libera dei giovani patrioti italiani, che voglio ringraziare e abbracciare simbolicamente tutti. Un autentico miracolo del nostro tempo.

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