Gestione Arcuri, Renzi incassa il sì di FdI e Lega alla commissione d’inchiesta. L’ira di Pd e M5S

24 Mag 2021 8:45 - di Redazione
Renzi

Come farà Mario Draghi a tenere a bada la propria rissosa maggioranza una volta che il semestre bianco inibirà lo scioglimento delle Camere resta un mistero. Per averne conferma basta leggere le reazioni alla proposta di Matteo Renzi di istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid targata Arcuri. Nel mirino di Italia Viva le forniture di «siringhe speciali, gel, ventilatori cinesi acquistati grazie ai buoni uffici dell’onorevole D’Alema ma non funzionanti, mascherine spesso non a norma, banchi a rotelle». Una sortita che ha fatto infuriare Pd e M5S schierate a difesa di Domenico Arcuri, ma che ha ricevuto l’ok della Lega e quello, in verità un più sfumato di Forza Italia.

I dem: «Iv trama con il centrodestra»

Fa storia a sé Fratelli d’Italia, partito d’opposizione, che per primo ha depositato da tempo una proposta di legge alla Camera. «Se aderisse anche Renzi – dice alla Stampa il primo firmatario Andrea Del Mastro – ne saremmo più che felici». Ma torniamo alla maggioranza. Il fatto che il leader di Iv abbia citato D’Alema non è passato inosservato nel Pd. «Arcuri ha fatto quello che gli veniva chiesto. Desolante che a Renzi siamo rimaste solo le commissioni d’inchiesta da fare con il centrodestra», è insorta Sandra Zampa. Ancor più stizzita la reazione dei 5Stelle. A parlare per tutti è il vice capogruppo al Senato Andrea Cioffi, secondo il quale la sortita di Iv è solo un manovra diversiva «per distrarre l’opinione pubblica dalle vicende che lo riguardano».

I 5Stelle: «Renzi ci parli dell’Arabia Saudita»

Piuttosto, aggiunge, «Renzi faccia sapere cosa pensa dei vitalizi o perché percepisce compensi da enti legati all’Arabia Saudita». Una vera guerra di tutti contro tutti. Anzi una mina difficile da disinnescare. Soprattutto per i grillini, il cui non all’istituzione della commissione risulterebbe l’ennesimo tradimento dei loro proclami sulla trasparenza. Una preoccupazione che si scorge nelle parole del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: «Serve massima trasparenza. ma immagino che la struttura commissariale chiarirebbe ogni cosa».

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