Da Lega e FI un testo alternativo al Ddl Zan: ora si capirà se il Pd vuole il dialogo o la propaganda

giovedì 6 Maggio 9:27 - di Ginevra Sorrentino
Ddl Zan Lega FI

Ddl Zan, da Lega e FI arriva la proposta di un testo alternativo al disegno di legge della sinistra perché, ribadisce il centrodestra di governo, i dem non hanno il monopolio della lotta alle discriminazioni. E, dunque, il Ddl Zan non può essere la sola risposta. Così, Maria Stella Gelmini presenta l’iniziativa congiunta di Carroccio e azzurri, al lavoro per un testo unitario contro le violenze, con una proposta di legge a firma Licia Ronzulli. Alternativa al ddl che porta il nome del deputato dem e attivista Lgbt, Alessandro Zan, già approvato dalla Camera il 4 novembre scorso. Un testo che non sarà un’iniziativa di un singolo partito e in cui ci si concentrerebbe sul tema delle aggravanti. Sul tema dell’omofobia, dunque, Lega e Forza Italia sparigliano le carte al tavolo di governo e ribadiscono, attraverso ministra forzista degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, che la tessuto la tela degli accordi con Matteo Salvini, la necessità di arrivare a una sintesi ragionata su un argomento importante come quello all’esame.

Ddl Zan, Lega e FI al lavoro su un testo alternativo

Tanto che, sui lavori in corso intestati a una legge sull’omofobia, l’esponente azzurra ribadisce: «Credo che su un tema così importante abbiamo il dovere di trovare una condivisione. Quindi sgombriamo il campo da facili polemiche. Non c’è un centrodestra favorevole alle discriminazioni: siamo tutti contrari e abbiamo il massimo rispetto per la libertà, anche sessuale». E allora, anche Giorgia Meloni plaude l’iniziative di FI e Lega. «Sulla carta mi pare un’iniziativa intelligente quella di circoscriverla al tema della discriminazione lasciando da parte materie che non c’entrano nulla. Questo non mi pare omofobo. Togliendo determinate questioni è più facile che si possa trovare una sintesi».

Omofobia, Gelmini: la sinistra non ha il monopolio della lotta alle discriminazioni

Dunque, sull’omofobia il centrodestra di governo, con l’appoggio esterno di Fratelli d’Italia che plaude all’iniziativa, tira dritto e lascia e lascia inascoltato il grido d’allarme della sinistra di Pd, M5s, Leu e Iv, che liquidano l’iniziativa alternativa al Ddl Zan parlando genericamente di tattica dilatoria. E invece, altro che melina. A fugare dubbi e  equivoci ieri è intervenuta direttamente Maria Stella Gelmini che, sulla proposta alternativa del centrodestra in materia di omofobia, intervistata da Maria Latella su Sky Tg24 ha dichiarato: «Sgombriamo il campo da facili polemiche. Non c’è un centrodestra favorevole alle discriminazioni, siamo tutti contrari e abbiamo il massimo rispetto per la libertà, anche sessuale».

«La proposta della Ronzulli è dalla parte degli omosessuali»

E ancora. «La proposta della collega Ronzulli – prosegue la ministra forzista – è dalla parte degli omosessuali. Vuole assolutamente combattere ogni forma di discriminazione. E risolvere un punto del Ddl Zan: quello della libertà di espressione. Curioso che i questi giorni proprio chi vorrebbe difendere la libertà di espressione poi non consenta di avanzare dubbi e perplessità che anch’io ho manifestato sulla legge Zan». E non è tutto. Tornando al tanto dibattuto argomento Fedez, la Gelmini aggiunge: «Gli sono grata per il lavoro che ha fatto per l’ospedale nella stagione Covid più difficile. Fedez, ha toccato un punto. Noi, con altrettanta chiarezza, diciamo la nostra e non accettiamo che si provi a schierare il centrodestra contro gli omosessuali. È una grande sciocchezza. E infatti, sul tema, aggiunge, «c’è una grande convergenza in tutto il Paese e anche nella politica».

Meloni: «Bene lotta a discriminazioni, fuori altri temi come educazione sessuale»

Giorgia Meloni commenta dall’opposizione l’idea di una proposta alternativa a quella Zan e dichiara: «Ho letto a grandi linee la proposta di Salvini. Aspetto di leggerla, mi pare un’iniziativa intelligente circoscrivere il tema alla discriminazione, lasciando da parte materie che non c’entrano niente con la lotta alla discriminazione, come il gender nelle scuole e una serie di materie che non hanno molto a che fare». «Perché – ha quindi aggiunto la leader di Fdi – in una scuola che ha deciso di non fare educazione sessuale dovremmo portare il tema dell’omosessualità? Chi non sa rispondere dice sei omofobo. Se si potesse ogni tanto parlare dei temi con un po’ di serietà, sarebbe più utile per tutti quanti. Ci sono delle cose nella legge Zan che non aiutano a combattere la discriminazione e la violenza. Togliendo queste questioni è più facile che si possano trovare delle sintesi».

 

 

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