Covid, indice di contagio a 0,89. Nell’Italia in giallo vanno giù anche i ricoveri in terapia intensiva

venerdì 7 Maggio 12:25 - di Redazione

Secondo il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) l’indice di contagiosità del Covid passa a 0,89 (un lieve incremento rispetto allo 0,85 della scorsa settimana).

L’Italia si colora di giallo

La buona notizia è che l’Italia si colora finalmente di giallo, tranne Val d’Aosta e Sardegna che probabilmente saranno di colore arancione, cioè con rischio moderato. L’incidenza dei casi, invece, sempre secondo gli ultimi dati raccolti, è in discesa, passando dal valore di 146 casi per 100mila abitanti a quota 127mila per 100mila abitanti. L’epidemia rallenta dunque decisamente la sua corsa anche se la Fondazione Gimbe segnala un aumento di casi di infezione nelle fasce 3-5 e 6-10 anni. Una conseguenza che ci si attendeva dopo la riapertura delle scuole.

Nessuna regione ad alto rischio

Nessuna Regione è tuttavia calcolabile a alto rischio mentre “sei Regioni e Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 15 Regioni e Province autonome che hanno una classificazione di rischio basso”.

La pressione sugli ospedali si normalizza

La pressione sui servizi ospedalieri è anch’essa in diminuzione sebbene rimanga ancora oltre la soglia critica in alcune Regioni e province autonome.  Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27 aprile) a 2.423 (4 maggio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 20.312 (27 aprile) a 18.176 (4 maggio).

L’Iss invita alla cautela per la circolazione delle varianti

L’Iss invita in ogni caso alla cautela: “La ormai prevalente circolazione in Italia della variante B.1.1.7 (nota come variante inglese) e la presenza di altre varianti – si legge nel report – che possono eludere parzialmente la risposta immunitaria, richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia”.

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