Ciro Grillo, nei verbali dei 4 indagati lo stupro diventa un’orgia consenziente. E c’è un terzo video

sabato 15 Maggio 9:18 - di Greta Paolucci
stupro Ciro Grillo

Ciro Grillo: nella verbali dei 4 indagati lo stupro diventa un’orgia consenziente. E intanto spunta anche un terzo video… Accuse, smentite e ritrattazioni: emerge di tutto e di più dai verbali dei 4 indagati. «Doveva essere un gioco, poi siamo andati un po’ più in là», avrebbe spiegato Ciro Grillo ai magistrati di Tempo Pausania, puntando quindi sulla consensualità di Silvia a cui però i pm, il procuratore Gregorio Capasso e la sostituta Laura Bassani, non credono. Una versione dei fatti di quella folle notte in Costa Smeralda, quella degli indagati, secondo cui non solo la ragazza «ci stava», come dicono loro. Ma, in sostanza, avrebbe addirittura proposto proprio lei il sesso di gruppo. I 4 si barricano in difesa. Negano. Contrattaccano. E la sintesi dei loro verbali consegnati ai giudici del distretto sardo potrebbe riassumersi in una sola frase: «Ma quale violenza…».

Caso Ciro Grillo, lo stupro nella versione dei 4 indagati nei verbali

Verbali che, nel tentativo di difendersi dei 4 indagati. E come già nel caso della denuncia della vittima. Entrano in dettagli crudi che ricostruiscono una versione degli accadimenti di quella notte, comunque li si voglia leggere, raccapricciante. E allora, per esempio, l’amico di Ciro, Corsiglia, fa mettere a verbale che: «Avevo avuto l’impressione che la ragazza non fosse rimasta soddisfatta dalla mia prestazione sessuale perché il rapporto sotto la doccia era durato solo tre minuti e io non avevo avuto un’erezione completa». Per questo: «Appena sono rimasto solo con lei, essendo un po’ in imbarazzo, le ho chiesto se volesse ascoltare una sua canzone preferita». E ancora. E sempre Ciro, nel suo interrogatorio racconta che «la mattina del 17 luglio 2019 eravamo nel patio io, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta, assieme a S.

Il punto sul consumo di alcool: due versioni ovviamente contrastanti

La ragazza ha bevuto qualche sorso di vodka, da sola e senza che nessuno di noi la costringesse. Dopo la vodka ricordo che abbiamo parlato in modo scherzoso del rapporto sessuale che lei aveva appena avuto con Francesco Corsiglia, e parlando lei ci ha lasciato intendere che era meglio una cosa con tre piuttosto che con uno solo». Insomma, sfogliando i diversi verbali dei 4, la versione concorde è quello della famosa “consenzietà” urlata da Beppe Grillo nel suo video. Non solo la vittima sarebbe stata d’accordo, ma avrebbe addirittura proposto lei stessa di avere rapporti sessuali di gruppo. «Siamo andati tutti nell’altra stanza e tutto è iniziato come un gioco. Poi siamo andati un po’ più in là». Una frase che rimanda a una circostanza su cui la Procura al lavoro sul caso vuole indagare ulteriormente.

La difesa parla di «qualche sorso di vodka» bevuto spontaneamente

Una versione dei fatti in netto contrasto con quanto dichiarato dalla vittima e dallo stesso Lauria che in un’intervista a Non è l’Arena aveva parlato di una bottiglia di vodka bevuta dalla ragazza «per vincere una sfida». Sul punto del consumo alcolico, dunque, si concentra un’altra delle grandi contraddittorietà delle deposizioni. La difesa parla di «qualche sorso di vodka» bevuto spontaneamente, non mezza bottiglia fatta bere a forza, come racconta invece la vittima. Né di «un quarto» di bottiglia bevuto «per sfida», come ha detto appunto il già citato Lauria al programma di La7.

E intanto spunta un terzo video…

Tutti tasselli che alla fine dovranno incastrarsi in un unico mosaico di verità. All’interno del quale dovrà rientrare anche il racconto di Capitta ai pm che ai magistrati avrebbe detto: «Ero vergine. La ragazza ci disse di non aver mai fatto sesso a quattro». E intanto nel bailamme di accuse e repliche, nell’inchiesta spunta un terzo video. un filmato di cui, spiega La Verità pubblicando i verbali dei 4 indagati, avrebbe già parlato Corsiglia il 5 settembre 2019 davanti ai magistrati di Tempio Pausania. Così, dal quotidiano diretto da Belpietro apprendiamo che: «I miei amici mi hanno mostrato un video che Edoardo aveva nel suo telefono. Nel video si vedeva la ragazza carponi sul letto, Vittorio che la prendeva da dietro e davanti faceva del sesso orale a Ciro e con una mano masturbava Edoardo che riprendeva con il suo telefono».

Ciro Grillo, il racconto dello stupro diventa quello della “notte brava” di un’orgia

E ancora: «Più avanti mi hanno mostrato un altro video dove la ragazza era sdraiata sul letto, masturbava Edoardo e faceva sesso orale a Ciro». Insomma, di quella che nella denuncia della giovane è stata una nottata di orrore e di stupri. Ma che, in quella dei 4 indagati, diventa il racconto di un’orgia, ci sarebbero due diverse inquadrature. Sequenze macabre o scabrose, a seconda di come le si voglia interpretare, che i ragazzi hanno maneggiato come un trofeo: «Abbiamo deciso di fare una copia del video restringendo il campo in modo che non si vedesse Vittorio perché lui era fidanzato, in tal modo avremmo potuto farlo vedere agli amici». Poi però, a stretto giro, l’indagato conferma che in effetti «è stato mostrato».

La vittima mai ripresa in volto, ma le immagini esibite come un trofeo

Capitta aggiunge altri particolari: «Quando giravamo i video e in particolare quando S. e Ciro consumavano un rapporto sessuale lei non si è accorta che la stavano filmando. E comunque abbiamo fatto a sua insaputa sia i video che le foto. Preciso tuttavia che lei non è mai inquadrata in volto. Sia le foto sia i video non sono mai stati inoltrati a nessuno – forse solo una foto in cui comunque lei non appare in volto –. Ma li ho mostrati al mio gruppo di amici direttamente dal mio telefono». Come se la sostanza cambiasse...

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