Bassetti a muso duro contro Speranza: «Non è stato fatto nulla per convincere gli scettici»

giovedì 27 Maggio 14:08 - di Giorgia Castelli
Bassetti

«Purtroppo sta venendo fuori che c’è in Italia ancora un 10-15% della popolazione scettica sul vaccino. Su questo il ministero della Salute e il ministro Speranza hanno fatto poco per una adeguata campagna per convincerli». Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

Bassetti: «Il ministero ha perso un’occasione»

«Doveva essere la più grande campagna di comunicazione della storia sulla sanità – rimarca il medico – con un bombardamento continuo sui social e sui media per spiegare l’importanza dei vaccini. Invece non è stato fatto nulla e il ministero ha perso un’occasione buona per aiutare a capire l’importanza dei vaccini anti-Covid». Per poi affermare: «Si è dimenticato troppo presto quello che è accaduto con la legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale per l’iscrizione a scuola».

«Seguire la scelta dell’Alto Adige»

Bassetti poi interviene in merito alla decisione dell’Alto Adige di aprire alle vaccinazioni senza limitazioni per fasce d’età. «È una strategia molto intelligente e verso cui ci dobbiamo muovere, una volta finite le fasce protette e più fragili». A quel punto «non ha infatti senso andare avanti con la suddivisione anagrafica, ed è giusto che si apra e che si velocizzi».

Bassetti, il post su Facebook

Ieri Bassetti ha anche pubblicato un post su Facebook. «Siamo ad un mese dalla riaperture del 26 aprile. Non mi pare che si sia assistito alla quarta ondata, all’aumento dell’Rt, all’aumento dei contagi, all’aumento dei ricoveri in terapia intensiva e a 500-600 morti al giorno». E poi ancora. «Chi aveva fatto queste previsioni? Ci sono molti esperti, politici e giornalisti che hanno declinato la pandemia con molta faziosità e ideologia e pochissima scienza. Purtroppo molti li hanno ascoltati e li ascoltano ancora”. Invece, ci sono «sempre meno pazienti con Covid e sempre più malati con altre malattie, anche infettive, che finalmente tornano a popolare i nostri ospedali. Ieri a livello nazionale è stato toccato il tasso di positività sui tamponi più basso da 7 mesi (1,2%), il 26 aprile era del 5,8%. Gli ospedali dal 26 aprile hanno il 52% in meno di ricoverati e le terapie intensive hanno ridotto del 73% il numero dei malati».

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