Bassetti boccia Speranza: «Tutto lento e farraginoso. Con lui non c’è stato nessun cambio di passo»

martedì 13 Aprile 15:45 - di Mia Fenice
Bassetti

Anche l’infettivologo Matteo Bassetti attacca il ministro Roberto Speranza. Sono parole dure quelle che arrivano dal direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria. Bassetti ha commentato con l’Adnkronos Salute la notizia, riportata da alcune testate giornalistiche, di un possibile cambio alla guida del ministero della Salute. Sono in molti, infatti, a non gradire più la presenza dell’esponente di Leu ai vertici del dicastero.

Bassetti: «Nessun cambio di passo»

«Il cambio di passo che abbiamo visto in molti settori con il governo Draghi non l’ho visto con il ministro della Salute», ha subito detto.  «Io ho trovato spesso una chiusura su certi temi e anche in questa fase è tutto lento e farraginoso. Se un cambio di passo vuol dire pensare ad una nuova figura o a nuove figure strategiche al ministero non dipende da me. Ma cambio di passo dovrà esserci anche nella sanità».

Bassetti: «Sulle vaccinazioni siamo a ruota dell’Ema»

«Quello che abbiamo visto sulla logistica dei vaccini è stato una accelerazione ma è mancata la parte che deve venire dal ministro della Salute, anche di coraggio da parte di Speranza sulle vaccinazione – ha sottolineato Bassetti – Le raccomandazioni sulla seconda dose sono arrivate dopo un mese, non c’è stato un grande contributo dell’Italia sulla campagna vaccinale ma ci siamo messi a ruota dell’Ema. Non è stato riunito un comitato di saggi sulle vaccinazioni nonostante ci sia siano esperti italiani di primo livello. Infine – ha concluso – si è ascoltato molto poco quello che è successo nelle Regioni».

«I sintomi del Covid non sono cambiati»

Bassetti poi si è soffermato a parlare del Covid. «I sintomi del Covid-19 non sono cambiati drasticamente con le varianti. La sintomatologia è molto simile nell’ultimo anno. Forse riusciamo a intercettare i casi prima, per cui i pazienti arrivano con quadri sicuramente meno aggressivi a livello respiratorio. Poi ci sono sintomi che riguardano anche altre sfere: quella neurologica, quella gastro-enterologica con la diarrea. Sinceramente però non abbiamo visto un cambio così significativo nella sintomatologia dei pazienti»

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