23 maggio 1992, la strage di Capaci. Oggi l’Italia rivive il dolore per il sacrificio di Giovanni Falcone

domenica 23 Maggio 10:00 - di Mia Fenice
Falcone

L’Italia ricorda Giovanni Falcone. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è presente nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per partecipare alle commemorazioni della strage di Capaci a 29 anni dalla morte del magistrato Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e della sua scorta. Presenti anche il presidente della Camera Roberto Fico e i ministri Cartabia, Carfagna e Bianchi.

29 anni fa la strage di Capaci

Sono passati 29 anni da quel 23 maggio 1992. Una data che nessun italiano potrà mai dimenticare. A Capaci, sulla strada del ritorno da Roma, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro vennero uccisi dalla mafia. Quelle immagini, quell’attentato segneranno per sempre la storia del Paese. Alle 17:58, al passaggio con la scorta per Capaci, 1000 kg di tritolo sistemati all’interno di fustini in un cunicolo di drenaggio sotto l’autostrada esplosero. E investirono in pieno il corteo di auto, uccidendo sul colpo gli agenti Montinaro, Schifani e Dicillo. Un’ora e sette minuti dopo l’attentato, Giovanni Falcone morì dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione. Francesca Morvillo, sua moglie, morì verso le 22:00.

L’uccisione di Giovanni Falcone decisa nelle riunioni con Riina

L’uccisione di Falcone venne decisa nel corso di alcune riunioni di Cosa Nostra avvenute tra il settembre-dicembre 1991. Erano presiedute dal boss Salvatore Riina e si decisero gli obiettivi da colpire. A coordinare l’attentato e ad azionare personalmente il detonatore che fece saltare in aria il corteo di automobili, fu Giovanni Brusca, esponente di rilievo della mafia, condannato per oltre un centinaio di omicidi. Finì in manette il 20 maggio del 1996. Dichiarò di aver partecipato, in quel caso solo come mandante, anche alla strage di via D’Amelio, a Palermo. Un’altra pagina terribile della storia d’Italia. A via D’Amelio perse la vita Paolo Borsellino, il 19 luglio del 1992.

Le commemorazioni

Molte le commemorazioni di oggi in tutta Italia. Nel rigoroso rispetto delle misure anti-Covid, la Polizia di Stato ricorda a Palermo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Due drappi con i volti di Falcone e Paolo Borsellino e i poliziotti vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio campeggiano sulla facciata principale della Questura. Accanto alla lapide del prefetto Antonio Manganelli.

Si comincia alla caserma Pietro Lungaro, con la deposizione da parte del capo dello Stato, Sergio Mattarella, di una corona di alloro all’interno dell’ufficio Scorte davanti la lapide che ricorda le vittime delle due stragi. Segue nell’area verde prospiciente l’ufficio Scorte della Questura, la cerimonia di disvelamento della teca contenente i resti della Fiat Croma. Ormai conosciuta come “Quarto Savona 15”, dal nome della sigla radio attribuita agli uomini della scorta di Falcone.

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