Viaggi, gli Usa ci mettono nella “lista nera” e Draghi e Di Maio dormono: ira Rampelli

giovedì 22 Aprile 17:42 - di Alberto Consoli
Viaggi Usa Rampelli

All'”invito” Usa ai suoi cittadini di non recarsi in Italia non tarda ad arrivare il commento irato del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. “L’ambasciata degli Stati Uniti in Italia sconsiglia vivamente di venire da noi perché il rischio epidemiologico è molto alto. Si comprende la finalità dell’informazione degli Usa – è il ragionamento di Rampelli. Che è quella che ogni Stato deve fare per tutelare i propri cittadini”. Ma proprio per questo fa allibire che non si sia levata ancora alcuna voce da parte del governo italiano.

Usa, Rampelli: “Cosa fanno Draghi e Di Maio per ripristinare la reputazione italiana?”

“Ma, appunto perché questo deve fare uno Stato che si rispetti –  si chiede Rampelli – che cosa stanno facendo Draghi e Di Maio per ripristinare la reputazione italiana e consentire che riprendano i flussi turistici? Dobbiamo sperare ancora una volta nell’intervento diplomatico e indiretto del presidente della Repubblica Mattarella?”. E’ di stamattina la notizia che gli americani ci hanno inserito in una “lista nera” di Paesi dove è assolutamente sconsigliato viaggiare in questo periodo. E hanno emesso un’allerta di livello 4, il massimo grado possibile. La vicenda se per ora lascia “insensibili il premier e il ministro degli Esteri, nonché il ministro del Turismo Garavaglia, certo preoccupa gli operatori e i lavoratori del settore turistico e alberghiero. Che si lanciano in un pressing duro sul governo.

Viaggi, Confindustria Alberghi: “Noi sconcertati”

Le recenti notizie provenienti dagli Usa hanno nuovamente innalzato il livello di preoccupazione degli operatori; spingendo Confindustria Alberghi a rivolgersi direttamente al Ministero degli affari esteri. Nella lettera inviata al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e per conoscenza al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, le aziende alberghiere di Confindustria hanno portato all’attenzione delle Istituzioni lo sconcerto degli operatori”. “La destinazione Italia viene classificata ad alto rischio. Malgrado l’imponente sforzo, di imprese e cittadini, che ha permesso di contenere la diffusione del virus. E’ lo sconcerto di Maria Carmela Colaiacovo, Vice Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. “È ingiusto quello che si sta prospettando: soprattutto dopo aver ampiamente dimostrato la capacità delle nostre imprese di saper operare nel pieno rispetto delle norme vigenti con grandissima efficacia: nella prevenzione e nella gestione del rischio pandemico”.

Colaiacovo: (Confindustria Alberghi): “Precedente pericoloso”

L’alert statunitense, osserva Colaiacovo, “rischia di diventare un precedente per altri Paesi che potrebbero decidere di adottare la medesima linea. Un ‘protezionismo turistico’ che rischia di danneggiare l’Italia fortemente vocata al turismo internazionale. Non possiamo permetterci lo stigma della pandemia. Imprese e famiglie che vivono anche e soprattutto grazie al turismo internazionale non possono veder cancellati, con un colpo di spugna, gli immensi sacrifici sostenuti in questi mesi”. In attesa di capire se Palazzo Chigi risponderà o meno a tutte le cautele americane, il governo Biden ha tagliato il traguardo delle 200 milioni di vaccinazioni: 133 milioni con la prima dose, 86 milioni anche con la seconda. Mentre in Italia non ha avuto il vaccino nemmeno la metà degli anziani (l’82% degli Over 80 ed il 40% dei settantenni); negli Stati Uniti sono già il 50,4% di persone sopra i 18 anni sono parzialmente immunizzati; mentre il 32% è già interamente vaccinato, una cifra che sale al 65,9% per gli ultra 65enni.

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