Rifugiato uccide un uomo e ne ferisce un altro perché pensa siano gay: «È un peccato grave»

giovedì 15 Aprile 13:33 - di Gigliola Bardi
rifugiato gay

Si è aperto in Germania il processo a carico di un 21enne siriano radicalizzato che, nell’ottobre 2020, aggredì alle spalle, con un coltello da cucina, due uomini che riteneva gay perché si tenevano per mano. Uno rimase ucciso, l’altro gravemente ferito. Il caso, che sta avendo anche una eco internazionale, sta suscitando forti polemiche tra i cittadini tedeschi, poiché, per stessa ammissione dell’imputato, alla base di quel delitto c’erano le sue convinzioni religiose, rispetto alle quali, tra l’altro, le autorità tedesche avevano già rilevato una radicalizzazione. Tanto che il giovane, arrivato in Germania come rifugiato, era stato arrestato per jihadismo.

L’odio del rifugiato per i gay

Il 21enne, identificato solo come Adbullah AHH, è a processo con le accuse di omicidio, tentato omicidio e lesioni gravissime. I fatti si sono svolti a Dresda. Agli psicologi forensi che lavorano sul caso, il rifugiato ha spiegato di aver attaccato i due uomini perché si tenevano per mano e quindi gli sembravano gay. «Stavano commettendo un grave peccato», ha detto, rammaricandosi di non averli uccisi entrambi.

«Stavano commettendo un grave peccato»

A sollevare le polemiche sul caso, di cui dà conto Il Giornale, è soprattutto la circostanza che il giovane era già stato arrestato per la sua radicalizzazione e ha compiuto il delitto ad appena un mese dalla scarcerazione. Adbullah AHH era arrivato in Germania, da Aleppo, nel 2015. Aveva ottenuto l’asilo politico in quanto minore non accompagnato proveniente da un Paese dilaniato dalla guerra. Presto però era iniziata la sua radicalizzazione e nel 2017 per lui erano scattati gli arresti per jihadismo e la classificazione come soggetto pericoloso. A ottobre dello scorso anno, a meno di un mese dalla scarcerazione, Adbullah AHH aveva colpito il 55enne Thomas L., uccidendolo, e il 53enne Oliver L., ferendolo gravemente per la sensazione che fossero omosessuali.

Il giovane non si può espellere: autorità sotto accusa

Inevitabili, quindi, le polemiche e le accuse nei confronti delle autorità e delle forze dell’ordine, mentre in tribunale è braccio di ferro tra l’accusa, che rimarca la volontà criminale del giovane, e la difesa, che parla di immaturità e chiede sia giudicato in base alle leggi minorili. Le autorità, dal canto loro, si difendono sostenendo che dal suo rilascio il giovane era rimasto sempre sotto osservazione. Ciò non toglie che abbia avuto l’opportunità di colpire. Inoltre, a far discutere, c’è il fatto che, nonostante non avesse più lo status di rifugiato, la Germania non poteva procedere con l’espulsione di Abdullah AHH. La Siria, infatti, è luogo pericoloso. Non è la prima volta che in Germania immigrati riconosciuti come rifugiati commettono delitti efferati.

 

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