La guerra secondo il Labour
Londra si prepara a un attacco russo: “È inevitabile”. Scorte d’acqua, cibo in scatola, in arrivo un manualetto da consultare
Dopo il kit di Macron e la “borsetta resiliente” dell’Ue, anche Andy Burnham manda i cittadini al supermercato per prepararsi alla guerra
Cronaca - di Alice Carrazza - 26 Agosto 2026 alle 20:56
Acqua in bottiglia, cibo in scatola e una dispensa pronta a resistere all’emergenza. Il Cremlino minaccia «conseguenze» per il sostegno britannico a Kiev e il governo laburista di Andy Burnham risponde invitando i cittadini a fare scorte. Per gli ambienti della sicurezza britannica, del resto, una rappresaglia russa – fisica, informatica o condotta attraverso azioni di sabotaggio – non sarebbe più una questione di “se”, ma di “quando”. E così, mentre gli 007 alzano il livello di allerta, la sinistra a Downing Street prepara i tutorial per controllare quante scatolette sono rimaste in cucina.
Londra si prepara all’attacco russo
Secondo il Financial Times, il governo sta mettendo a punto una campagna d’informazione da diffondere soprattutto sui social per rafforzare la cosiddetta “resilienza domestica”. Alle famiglie verrà consigliato di conservare una quantità sufficiente di acqua, alimenti a lunga scadenza e altri beni essenziali per affrontare interruzioni dell’energia, attacchi informatici, eventi climatici estremi o azioni provenienti da Stati ostili.
Il principio, almeno sulla carta, è ragionevole: rendere autonome per qualche giorno la maggior parte delle famiglie, consentendo ai soccorsi di concentrarsi sulle persone più fragili. La scenografia, però, è già vista. L’Europa sembra ormai affrontare ogni nuova minaccia con una lista della spesa.
Lo zar guarda e attende
Vladimir Putin, secondo fonti britanniche, avrebbe inizialmente scommesso su un atteggiamento meno rigido da parte di Burnham rispetto al predecessore Keir Starmer. Eppure, pare che il nuovo premier abbia già cominciato ad alzare le barricate. Sì, solo in casa però. È il consueto riflesso progressista: alzare il livello dello scontro sul piano internazionale e poi scaricare l’allarme sulle famiglie, con il compito di prepararsi alle conseguenze.
Nel suo primo viaggio internazionale, compiuto a Kiev in occasione del trentacinquesimo anniversario dell’indipendenza ucraina, infatti il leader labour ha accusato la Russia di aver «appiccato il fuoco» con l’invasione. Ha inoltre autorizzato la condivisione con Kiev di informazioni finora classificate sui componenti inglesi dei missili da crociera Scalp-Storm Shadow, per aiutare l’Ucraina a sviluppare una propria capacità produttiva. Agli alleati ha chiesto nuove scorte per la difesa aerea ucraina e maggiore pressione sulle esportazioni russe di petrolio e gas naturale liquefatto.
Una linea tutt’altro che conciliante, alla quale Mosca ha risposto accusando Londra di gettare «benzina sul fuoco». Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha avvertito che il coinvolgimento del Regno Unito negli attacchi contro il territorio russo può essere considerato una «partecipazione alla guerra, con tutte le sue conseguenze».
Il “War Book” della sinistra
Tuttavia, la vulnerabilità british non è teorica. Nei giorni scorsi un attacco informatico attribuito ad hacker legati all’Iran ha provocato lo spegnimento temporaneo di un piccolo impianto energetico. Nessun pericolo per l’intera rete nazionale, assicura il governo, ma l’incidente ha mostrato quanto siano esposti gli operatori minori. E l’elenco dei possibili bersagli non è rassicurante: secondo l’economista di Oxford Dieter Helm, tra i punti più fragili figurano gli impianti eolici al largo di Aberdeen e il gasdotto sottomarino che collega la Norvegia all’Inghilterra. La risposta di Londra è però aggiornare il “War Book”, l’agile manualetto da consultare in caso di guerra.
Di fronte a centrali vulnerabili, condotte sottomarine e hacker in agguato, la sinistra Oltremanica suggerisce di sfogliare il libro a pagina quattro.
Da Macron alla borsetta resiliente dell’Ue
Eppure, non è la prima volta. Prima di Burnham c’era stato il presidente francese Emmanuel Macron con il suo kit di sopravvivenza. Subito dopo era arrivata Bruxelles con la commissaria liberal Hadja Lahbib e la celebre “borsetta della resilienza”: acqua, torcia, medicinali e perfino gli ingredienti per una pasta alla puttanesca, presentati con l’allegria di una puntata di MasterChef.
Ora il format sbarca nel Regno Unito. Cambia il governo, cambia la lingua, ma la ricetta resta la stessa: prima si evoca l’attacco imminente, poi si manda il cittadino al supermercato.
Preparare la popolazione alle emergenze è doveroso. Ma la resilienza nazionale non si costruisce soltanto con campagne social e conserve alimentari. Servono infrastrutture protette, capacità militari, sicurezza energetica e deterrenza. Perché se Putin decidesse davvero di “passare all’azione”, difficilmente basterebbero una bottiglia d’acqua e due scatole di fagioli a fermarlo.