Riesce a liberarsi solo all’ultima puntata: 27enne russo “prigioniero” 3 mesi di un reality in Cina

martedì 27 Aprile 17:29 - di Giulia Melodia
russo prigioniero reality in Cina

Fa discutere l’incredibile vicenda di un 27enne russo, prigioniero di un reality in Cina. Il ragazzo riesce a liberarsi dopo un calvario di 3 mesi, solo alla puntata finale dello show, sostenuto, suo malgrado, dal televoto degli spettatori che lo volevano nella trasmissione nonostante i ripetuti appelli del giovane a farlo uscire. I famosi 15 minuti di celebrità, e magari la realizzazione veloce del sogno di lauti compensi immediati, hanno spinto un 27enne russo a cimentarsi con quella che è poi diventata la prova più ardua della sua giovane vita: la partecipazione a un reality show in Cina. Una sfida, costata al ragazzo tre mesi il “calvario” televisivo, nel corso dei quali il giovane è stato sottoposto a una schiavitù mediatica sofferta e inaspettatamente lunga.

La storia di un 27enne russo “prigioniero” di un reality in Cina

Da protagonista di un reality a vittima costretta a diventare una sorta di schiavo dei meccanismi mediatici, uscito dalla prigionia dorata da eroe per caso. E per forza. Una vicenda, quella che arriva dalla Cina e che coinvolge un 27enne russo, che ha richiamato l’attenzione delle due superpotenze comuniste coinvolte nell’affaire televisivo. uno spettacolo che ha slatentizzato e esasperato morbosità e sadismo dei meccanismi che disciplinano i reality. E che, in buona parte, giustificano il successo della formula. Dunque, tutto è cominciato quasi per caso. Vladislav Ivanov, un 27enne di Vladivostok, si unisce un po’ per gioco, un po’ convinto di uscire quasi subito, ad un reality cinese dedicato alla creazione di una nuova boy band: Produce Camp 2021.

Un “calvario” che il ragazzo ha dovuto portare avanti fino alla finale del reality show

Ma per lui, abbandonare la vetrina televisiva non sarà così facile: dovrà aspettare fino all’ultima puntata. Un risultato tutt’altro che perseguito, e ottenuto grazie agli spettatori che, ignorando le sue suppliche di andarsene, lo hanno sostenuto con il televoto fino alla finale. Ivanov, che parla mandarino, si era unito al reality inizialmente come traduttore. Successivamente, riporta il Guardian, era stato convinto ad iscriversi come concorrente dai registi che l’avevano notato per il suo aspetto. «Mi hanno chiesto se volevo provare una nuova vita», ha confessato il giovane durante lo spettacolo. Mal gliene incolse. Il ragazzo, infatti, ha rimpianto la sua decisione quasi immediatamente. Solo che era vincolato da un contratto e, soprattutto, bloccato dalla forte penale che avrebbe dovuto pagare per risolverlo.

La “prigionia televisiva” dovuta a un contratto vincolante, con tanto di penale

Ma nei tre mesi di “prigionia televisiva, il ragazzo le tenta tutte per farsi mettere alla porta. Per esempio, durante le puntate del programma, la sua mancanza di entusiasmo nel ballare e cantare emergeva nel confronto con l’entusiasmo degli altri concorrenti. Una totale assenza di interesse per quel mondo, verbalizzata addirittura in cinese durante lo show quando, riferendosi al sistema di voti usato dalla trasmissione, Ivanov ha affermato: «Entrare a far parte di una boy band non è il mio sogno. Perché non so cantare e ballare. Spero che i giudici non mi appoggino. Mentre gli altri vogliono ottenere una A, io voglio ottenere una F. Perché averla significherebbe la libertà»…

I ripetuti appelli ai telespettatori a farlo uscire

E ancora. Esibendosi sotto il nome d’arte Lelush, Ivanov in più occasioni ha ribadito di non voler essere tra gli 11 vincitori del reality, che sono contrattualmente obbligati a formare una boy band. Ma gli spettatori di questo show, ambientato su un’isola della provincia di Hainan, non hanno minimamente tenuto conto delle sue dichiarazioni. Dei suoi desideri. Delle sue ambizioni. E della sua sofferenza. Anzi: hanno fatto il tifo per lui trascinandolo fino in finale. Praticamente, Ivanov era diventato una sorta di “antieroe” per il pubblico cinese. I fan, alcuni seri e altri ironici, lo hanno definito «lo schiavo salariato più miserabile». E lo hanno celebrato come un’icona della “cultura Sang”: un concetto popolare tra i millennial cinesi che si riferisce a un atteggiamento disfattista nei confronti della vita di tutti i giorni.

Il messaggio dell’ambasciata russa al 27enne finalmente libero

L’improbabile star è arrivata così fino all’episodio finale dello spettacolo, in onda sabato scorso. Solo l’altra sera, dunque, dopo vani e disperati tentativi, ha finalmente ottenuto di non riscuotere abbastanza voti per unirsi alla band. «Finalmente sto andando via», ha dichiarato un sollevato e finalmente libero Ivanov sul suo account Weibo. Dove l’hashtag relativo alla sua uscita dal programma è stato visto più di 180 milioni di volte. Oltre che ripubblicato più di 59.000. Compreso dall’ambasciata russa che, al suo cittadino tornato libero, ha inviato un messaggio di incoraggiamento: «Congratulazioni e buon riposo». Ne avrà bisogno...

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