Niente sepoltura al figlio, Romano (Pd) rilancia le accuse: “Raggi arrogante, Roma così è incivile”

venerdì 23 Aprile 9:08 - di Monica Pucci

“Un ragazzo molto amato e molto sfortunato”. Così Andrea Romano, deputato del Pd, descrive Dario, il figlio disabile dalla nascita, morto a Roma il 22 febbraio per un arresto cardiaco improvviso. Venti giorni per cremarlo e, dopo due mesi, la famiglia aspetta ancora di poterlo tumulare nello spazio di cui dispone al cimitero del Verano. Le accuse a Virginia Raggi, dopo la vicenda che riguarda il figlio di Romano morto e non ancora sepolto, sono di arroganza. “Non è arrivata una parola di spiegazione e io avrei volentieri evitato di intervenire pubblicamente – dice Romano al Messaggero – su un fatto personale e doloroso come questo, ma la situazione nella quale ci troviamo è la stessa che stanno vivendo molte famiglie romane. Quella di non poter assolvere al diritto basico di ogni essere umano: ovvero seppellire i propri familiari”.

Il ruolo della Raggi nel caso del figlio di Romano

“A noi, Dario ha insegnato la pazienza e il coraggio, ma questa storia inverosimile che ci accomuna a tanti altri – spiega Romano – è colpa dell’Ama e dell’amministrazione capitolina. Proprio perché sono un politico, so bene quanto è difficile amministrare la cosa pubblica. La complessità dei problemi è enorme e nessuno ha la bacchetta magica. Ma quello che continua a colpirmi in questa vicenda, e che mi ha spinto ora a parlarne pubblicamente, è che da parte della sindaca e dell’Ama non sia ancora arrivata una parola di spiegazione e di una scusa nei confronti dei cittadini romani che stanno vivendo questa tragedia”, attacca Romano, che piange il figlio ma anche il disastro del sindaco Raggi.

Ieri sulla vicenda la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha espresso “solidarietà a Romano e alla sua famiglia, mentre la sindaca di Roma Virginia Raggi ha dichiarato di aver “convocato Ama e mi hanno assicurato che stanno lavorando per risolvere questa grave emergenza”. L’Ama in serata ha annunciato che “da lunedì procedure più svelte per le cremazioni. Basterà una sola autorizzazione”. Per carità – afferma Romano – nessuno nasconde le difficoltà del momento, dovute anche alla pandemia. Questa situazione, però, esiste soltanto a Roma. In altre città d’Italia non è così”. E sul Corriere della Sera il deputato dem commenta che si tratta di “uno strazio nello strazio. Una situazione indegna per la capitale d’Italia”. E alla Raggi dice: “La tua vergogna non sarà mai abbastanza grande. Quale mancanza più grave possono avere un sindaco e l’amministrazione di una città? Non riescono nemmeno a permettere alle famiglie di seppellire i propri cari”.

“Neanche un fiore sulla tomba di mio figlio”

Romano interviene anche sulla Stampa: “Ho chiesto – dice – di poter portare almeno un fiore a mio figlio” parcheggiato “in un deposito di Prima Porta, ma all’Ama mi hanno detto ‘no’. Sia io che Costanza, la madre di Dario, siamo andati a chiedere più volte, l’ultima dieci giorni fa. Niente. Se non delle spiegazioni fumose che evocano il Covid-19 ma nessuna soluzione, nessun tempo”. E anche la Raggi, “niente, almeno per ora. Non è necessario che parli con me, ma che parli con i romani. La cosa che più colpisce è che non dice una parola, si rifiuta di spiegare. È di una arroganza inaccettabile. Non voglio fare polemiche politiche, ma ovviamente per il lavoro che faccio adesso leggo anche questi comportamenti in chiave politica. Negare ai romani la possibilità di seppellire in dignità i propri familiari è qualcosa che va al di là dell’accettabile. E lo sarebbe in ogni luogo del mondo, non solo nel mondo occidentale. Sono le fondamenta dell’essere umano”.

L’arroganza del sindaco di Roma Virginia Raggi

E tuttavia, dice Romano parlando anche con il Foglio, “non voglio fare polemica politica. Ci ho pensato a lungo. Morire in pace e avere una sepoltura dignitosa è un diritto molto basico, cui ognuno dovrebbe poter avere accesso. Non poterlo fare è davvero frustrante, aggiunge al dolore privato altro dolore. Ma devo essere sincero – aggiunge – delle difficoltà di Ama avevo sentito dai racconti e dalle proteste degli altri, sui giornali, ma quasi non ci credevo, pensavo non potesse essere possibile una cosa del genere. Quello che rimprovero alla sindaca – conclude – è una grande arroganza, quasi volesse negare le difficoltà e il dramma che stanno vivendo alcune migliaia di cittadini”.

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