L’agghiacciante accusa alla Raggi del deputato Pd Romano: “Da due mesi non riesco a seppellire mio figlio”

giovedì 22 Aprile 12:34 - di Marta Lima

L’agghiacciante accusa a Virginia Raggi arriva da un esponente del Pd, Andrea Romano, per fatto personale, stavolta, non politico. C’è di mezzo un lutto dolorosissimo e il mancato conforto a cui dovrebbe avere diritto ogni essere umano: la sepoltura. “Oggi sono 2 mesi che mio figlio Dario non è più con la sua mamma, con i suoi fratelli, con me. 2 mesi che non riusciamo a seppellirlo: Ama non dà tempi di sepoltura degni di una città civile. Anzi, non dà alcun tempo. La tua vergogna non sarà mai abbastanza grande”. Così, su Twitter, il deputato del Pd Andrea Romano che si rivolge direttamente alla sindaca di Roma Virginia Raggi.

La Raggi nel mirino di Italia Viva

Il messaggio di Romano ha suscitato immediatamente una serie di reazioni di solidarietà su Twitter. Carlo Calenda ha subito rilanciato il messaggio, mentre il deputato di Iv Luciano Nobili ha commentato: “Un abbraccio ad Andrea e alle tante famiglie romane che si trovano nella medesima condizione. Dolore che si aggiunge a dolore. Virginia #Raggi, non potevi finire cinque anni di disastri più indegnamente di così”.

La difesa di Ama: “Priorità alle sepolture urgenti”

“Ama è vicina alla famiglia Romano e a tutte le famiglie che in questo periodo hanno perso un proprio parente, un proprio caro. Il giovane figlio della cui prematura scomparsa ha dato notizia oggi il deputato Andrea Romano, è stato cremato il 15 marzo scorso con autorizzazione pervenuta ad Ama il 9 marzo. La salma era giunta al cimitero di Prima Porta il 23 febbraio e la domanda, a cura dell’agenzia funebre incaricata dalla famiglia, è stata presentata entro 5 giorni dal decesso”. Lo rende noto l’azienda municipalizzata in merito ai ritardi segnalati dal deputato Pd nella sepoltura del figlio, morto da due mesi.

“La circolare 818 dell’11 gennaio 2021 del Ministero della Salute relativa alla situazione connessa all’epidemia da Covid-19 e riguardante il settore funebre-cimiteriale – spiegano da Ama – dispone che in questa fase emergenziale venga data la priorità alle prime sepolture rinviando operazioni cimiteriali non urgenti. E’ quanto anche Ama Cimiteri Capitolini in questa fase straordinaria sta facendo. Nel caso specifico, l’operazione primaria di cremazione è stata effettuata nei tempi previsti da contratto di servizio, come la gran parte. Anche a fronte di oltre 5mila decessi in più da ottobre ad oggi e con un numero che resta purtroppo tuttora elevato è ferma volontà di Ama, di intesa con Roma Capitale, di riprendere anche le ‘seconde’ sepolture (operazioni cimiteriali non urgenti, come la tumulazione dell’urna cineraria di questo caso), a partire dal prossimo mese di maggio”.

Il dramma delle sepolture a Roma

Il problema dei ritardi nelle sepolture era stata denunciato già qualche giorno fa da un cittadino, che aveva fatto installare dei manifesti giganti per “scusarsi” con la mamma morte. Il Covid ha aumentato i decessi (da ottobre 2020 a marzo 2021 sono stati registrati 4.763 decessi in più rispetto agli analoghi mesi del biennio 20192020, ovvero il 30%), ma la questione è amministrativa. Il caos creato dall’azienda comunale che gestisce le sepolture non viene minimante affrontato dalla sindaca, che pensa a farsi i selfie mentre ottura buchette che spetterebbero alla normale amministrazione.

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