Ragazza morta a Pompei, si fa strada l’ipotesi del suicidio. Non c’è stata violenza sessuale

venerdì 30 Aprile 13:33 - di Redazione

Prende sempre più corpo l’ipotesi del suicidio per la morte della 24enne di Pompei. Grazia Severino. Morta nel pomeriggio di ieri poco dopo il suo arrivo all’ospedale di Castellammare di Stabia. Le primissime ipotesi dei sanitari e parlavano di una possibile aggressione con violenza sessuale. Che poi sarebbe stata esclusa.

Ragazza morta a Pompei, si fa strada l’ipotesi del suicidio

La ragazza presentava infatti tre ferite da coltello alla pancia. Le due caviglie fratturate. E altri segni sul corpo. Considerati compatibili con una possibile violenza a sfondo sessuale. Poi indagini dei Carabinieri di Pompei e di Castellammare di Stabia, coordinati dalla Procura, e gli esami medici svolti sul corpo della ragazza hanno però cambiato lo scenario delle indagini. E nella tarda serata, ha iniziato a farsi strada l’ipotesi che la ragazza si fosse tolta la vita.

La 24enne è stata trovata agonizzante in un palazzo

Al quarto piano del palazzo dove la ragazza e è stata trovata agonizzante dai sanitari del 118 è stata ritrovata la sua borsa. Un paio di forbici. E una finestra aperta dalla quale verosimilmente la giovane si sarebbe lanciata. Ipotesi compatibile con la frattura alle caviglie. Le ferite potrebbero invece essere state auto-inferte. Come avvalora la testimonianza sull’acquisto di forbici ieri mattina da parte della giovane.

Soffriva di patologie psichiche e di depressione

Resta da chiarire la natura dei segni attribuiti in un primo momento a una possibile violenza sessuale.  Una testimone ha raccontato di aver visto una ragazza piena di sangue correre per le scale del palazzo. Per questo si era pensato a un inseguimento e a un’aggressione. Ma questa ipotesi non trova al momento alcun riscontro investigativo. La salma è comunque sotto sequestro in attesa dell’autopsia e le indagini continuano.

Il cordoglio della Chiesa di Pompei

La giovane, studentessa universitaria di matematica all’ Università di Salerno, soffriva di depressione e patologie psichiche. Per questo era in cura da un paio di anni.   Ieri – secondo uno scenario degli investigatori – sarebbe entrata nell’ edificio in stato confusionale, forse sotto l effetto di farmaci.

Intanto la Chiesa di Pompei, retta dal prelato arcivescovo Tommaso Caputo, fa sapere di volersi “unire al dolore della famiglia per la perdita della giovane”, si legge in un post pubblicato sulla pagina Pontificio Santuario di Pompei. “La Madonna di Pompei la accolga tra le sue braccia amorevoli e sostenga i genitori, i familiari e gli amici”.

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