Il mercato dei vaccini falsi Pfizer invade l’Europa: c’è chi è pronto a sborsare 4000€ per saltare la fila

mercoledì 14 Aprile 8:59 - di Lara Rastellino
vaccini falsi Pfizer

Il mercato dei vaccini falsi imperversa ormai ovunque. Alimentato dal web e da incoscienti che, da un lato propongono sottobanco prodotti taroccati, pericolosi per la salute individuale e insidiosi sul fronte della salute pubblica. È chiaro, infatti, che con il mercato nero e la somministrazione di falsi sieri anti-Covid, cresce anche il rischio che persone non immunizzate circolino tranquillamente, convinti di una protezione inesistente. E, magari, continuando a contagiare e a infettarsi. U mercato clandestino di vaccini falsi, quello attualmente in circolazione, che dal Messico a Varsavia, rischia ora di coinvolgere anche l’Europa. €

Il racket dei vaccini falsi della Pfizer: dal Messico alla Polonia

Dunque, dopo le indagini della Guardia di Finanza che ha intercettato e sgominato una serie di affari criminali legati sempre a fiale vaccinali spacciate per autentiche sul dark web, a gente disposta a sborsare anche migliaia di euro per le somministrazioni, ora altri mercanti senza scrupoli cercano di piazzare partite di vaccini falsi, venduti a caro prezzo alla boccetta. Un business criminale di cui, riferisce il Messaggero in queste ore, si è discusso giovedì nel corso di una riunione riservata all’Interpol. Un vertice a cui hanno preso parte i delegati delle polizie di tutto il mondo e aperto anche ai rappresentanti delle case farmaceutiche.

Un mercato, quello dei vaccini falsi, pericoloso e costoso

Un primo punto ormai indubitabile, allora, è che le prime partite di vaccini falsi intercettate si riferiscono al vaccino Pfizer Biontech. Dosi che le autorità hanno già sequestrato in Messico. Già lì, chi non ha avuto il rispetto di aspettare il proprio turno, stabilito dalle liste stilate dal governo, ha pagato a un costo salato il finto farmaco e se l’è fatto somministrare. Venduto a 2000 dollari ad iniezione, chi l’ha acquistato ha sborsato dunque almeno il doppio (4000 dollari ndr) per le due inoculazioni, visto che, come noto, il vaccino Usa richiede una prima dose e il richiamo a distanza. E così, al danno per la salute implicito con la finta somministrazione, si aggiunge anche la beffa economica…

Le avvertenze dell’Oms

Sul caso è intervenuto subito anche l’Oms. L’organismo, infatti, come sottolinea il Messaggero in un esaustivo servizio sulle indagini in corso, a riguardo ha dichiarato: «Questo medicinale falsificato potrebbe essere ancora in circolazione in Messico e potrebbe continuare ad essere offerto a pazienti al di fuori dei programmi di vaccinazione autorizzati». Una denuncia a cui l’Oms ha fatto seguire anche un monito: «Se hai utilizzato questi prodotti. O hai subito una reazione/evento avverso ti consigliamo di consultare immediatamente un medico o un professionista sanitario qualificato. E di segnalare l’incidente alle autorità nazionali di regolamentazione».

Riflettori puntati sull’Europa

Ora, dunque, il focus è sull’Europa: con i riflettori puntati su Varsavia. Proprio in Polonia, infatti, secondo quanto riferito sempre dal quotidiano capitolino, chi gestisce il mercato clandestino dei vaccini falsi, avrebbe affidato a degli intermediari il compito di reperire, sui mercati internazionali, delle boccette. Il più possibile simili a quelle che l’azienda Pfizer Biontech utilizza per la conservazione del farmaco. Proprio questa “strana” ricerca dei flaconcini, identici a quelli dell’azienda statunitense, ha sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine europee. Che l’Interpol, a sua volta, ha invitato a non abbassare la guardia.

La vigilanza nei centri sanitari

Monito arrivato a stretto giro anche dall’Oms che, dopo il “caso messicano” ha richiesto – conclude il Messaggero – una maggiore vigilanza all’interno delle catene di approvvigionamento di paesi e regioni che potrebbero essere interessati da questi prodotti falsificati. Un più severo controllo dovrebbe riguardare ospedali, cliniche, centri sanitari, grossisti, distributori, farmacie e qualsiasi altro fornitore di prodotti medici». Perché: tutti «i farmaci devono essere ottenuti da soggetti autorizzati».

 

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