Il Memorandum sui massacri degli Alleati contro i tedeschi. Cardini: non portavano solo caramelle…

martedì 20 Aprile 16:14 - di Riccardo Angelini
memorandum Alleati cardini

Un libro destinato a far discutere  getta nuova luce su uno degli aspetti meno conosciuti della seconda guerra mondiale: i crimini degli Alleati contro il popolo tedesco dal ’45 al ’47.  E’ disponibile ora infatti la traduzione italiana del memorandum di Darmstadt, pubblicato nel libro “1945 Germania anno zero. Atrocità e crimini di guerra Alleati” a cura di Massimo Lucioli, edito da Italia Storica.

Il memorandum per la prima volta tradotto in italiano

Il volume raccoglie gli episodi raccontati da alcuni dei 24mila prigionieri tedeschi del campo di internamento americano 91 a Darmstadt. Nel 1946, in segreto, su richiesta del collegio di difesa di Norimberga, fu formato un comitato di lavoro di avvocati internati, davanti al quale circa 6mila testimoni diretti fecero dichiarazioni giurate sulle violazioni delle leggi e delle regole di guerra da parte degli Alleati. Questo materiale, che era stato accuratamente controllato e compilato in sei copie, doveva essere presentato al tribunale militare internazionale di Norimberga ma gli Alleati non lo permisero e il memorandum venne sequestrato. Tuttavia, una copia fu trafugata e pubblicata in Argentina nel 1953 e successivamente in Germania. Per la prima volta tale raccolta viene integralmente tradotta e pubblicata in italiano, assieme a una sconvolgente raccolta di immagini, molte delle quali inedite.

Lucioli: testimonianze sconvolgenti di 6000 soldati

“Il libro esce adesso perché ho reperito il Memorandum soltanto un anno fa – spiega il curatore Massimo Lucioli all’Adnkronos – e non era mai stato tradotto in italiano”.  Lucioli, che si è occupato come ricercatore anche dei crimini le truppe coloniali francesi in Italia, le ‘marocchinate’, afferma che l’argomento è di grande interesse. “Quella perpetrata dagli Alleati è stata una violenza enorme e oltretutto gratuita e le testimonianze, mai prese in considerazione, di 6.000 soldati offrono un quadro davvero sconvolgente”.

Gli eccidi in Polonia, i prigionieri uccisi e gli stupri di gruppo

I fatti riportati furono elencati in ordine cronologico secondo le stesse dichiarazioni giurate degli internati e ricostruiscono gli eccidi dei tedeschi etnici in Polonia nel 1939, le uccisioni dei prigionieri di guerra da parte sovietica prima e Alleata poi, fino agli stupri di gruppo e massacri di massa sovietici nelle province orientali della Germania nel 1944-1945.

Le misure punitive del piano Morgenthau

Nel memorandum si ripercorrono i bombardamenti incendiari su quartieri popolari e centri storici delle città tedesche sino all’applicazione delle draconiane misure punitive del piano Morgenthau e della direttiva JCS-1067 statunitense contro le “forze nemiche disarmate” tedesche nei campi di prigionia in Germania e Francia e contro la popolazione tedesca stremata dalla guerra, che causarono la morte per fame, freddo e malattie di centinaia di migliaia di civili – specie anziani, bambini e donne – e prigionieri di guerra tedeschi nel periodo 1945-1947.

Cardini: gli Alleati hanno commesso atrocità

“Non è una novità – commenta lo storico Franco Cardini – che gli Alleati, anche loro, abbiano commesso atti infami, fatto morire centinaia di persone di fame, ucciso. Ma non è questo il problema. Anche se non piacerà, va da sé che di certe cose se ne è sempre parlato, che alcuni processi agli americani si sono conclusi con condanne e che le voci che circolavano, per esempio sulla faccenda delle ‘marocchinate’, con le truppe spedite dagli alti comandi francesi con intenti malvagi a massacrare, ci riportano alla realtà: la guerra non è mai gentile, la Seconda Guerra Mondiale, poi, è stata ancora più brutale perché è stata una guerra ideologica”.

Cardini: ristabilire un frammento di verità

“Che poi in questo libro, che devo ancora leggere, – dice – ci possano essere degli errori è plausibile, se l’autore ha distorto la realtà oppure no, se ha esagerato, verrà fuori. Però io il memorandum lo conosco e ci sono invecchiato insieme. Lo dicevo da anni e qualcuno insorgeva contro di me. Ormai certe verità uniche e menzogne sono diventate patrimonio dell’umanità. Si tratta di recuperare il tempo perduto e ristabilire un frammento di verità. Gli americani non hanno venduto solo cioccolato e caramelle. Ci vorrebbe più coraggio a dirlo, nessuno ha tutta la ragione in tasca. E questo non significa ridimensionare i crimini del nazismo, sia ben chiaro”.

I vincitori hanno “imbiancato” le loro coscienze

“Sappiamo e abbiamo anche visto che i vincitori – spiega lo storico -quando hanno vinto, hanno fatto di tutto per imbiancare le loro coscienze e annerire quelle dei vinti. Oltre agli indegni e orribili campi di sterminio nazisti, ci sono stati massacri da parte dell’Unione Sovietica, c’è stata una bomba nucleare sganciata nel ’45 quando non serviva e qualcuno ce l’ha raccontata come fosse stato fatto in termini umanitari. C’è stato tanto altro, ma abbiamo immagazzinato una tale potenza di accuse nei confronti dei vinti, alcune anche calunniose, da far paura”.

“Mi ricordo le proteste e le meraviglie che suscitai nei colleghi durante un convegno, quando portai la prova provata di alcune assoluzioni di personaggi nazisti di rilievo nel processo di Norimberga – ricorda Cardini – Nessuno ci credeva perché il battage dei mass media diceva altro”.

Dopo 80 anni si comincia a fare un po’ di chiarezza

Insomma, secondo lo storico, “nel corso di tutti questi anni, abbiamo metabolizzato una quantità infinita di errori e inesattezze storiche incredibili” e solo “adesso, dopo 80 anni, si comincia a fare un po’ di chiarezza, si comincia a fare i conti con la verità“.

“Nei prossimi anni, nonostante le proteste e il battage pubblicitario, verranno sempre più a galla le verità storiche, anche se saranno affermate fuori tempo massimo”, dice Cardini, che però mette in chiaro: “Attenzione, questo non giustifica per niente il revisionismo, il negazionismo o i tentativi ridicoli di santificare personaggi che sono stati condannati nell’inferno più buio. La storia è questa, bisogna abituarsi a questo. Dire che Churchill sia stato un mascalzone, non significa dire che Hitler aveva ragione…”, conclude.

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