Il 25 aprile si avvicina, scatta l’attacco a Mussolini: Latina resiste, niente revoca della cittadinanza

sabato 24 Aprile 14:02 - di Lucio Meo

“La cittadinanza onoraria di Mussolini fa parte di una storia passata che in qualche maniera appartiene alla città, allo stesso tempo abbiamo conferito la stessa onorificenza a Liliana Segre e a Sami Modiano come segno di sensibilità, esprimendo la pMe resa di distanza da quelle pagine le comunità sente di dover esprimere”. Damiano Coletta, sindaco di Latina, commenta così all’Adnkronos il mantenimento della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e il conferimento della stessa onorificenza ai due superstiti dell’Olocausto, nel giorno in cui, alla vigilia del 25 Aprile, scatta l’offensiva storica contro il Duce.

Il sindaco di Latina: “Non tocco Mussolini, la storia non si cancella”

“Nella mia esperienza amministrativa ho cambiato un nome di un parco, quello intitolato ad Arnaldo Mussolini, diventato Falcone-Borsellino, perché non mi sembrava rappresentativo della storia della città – aggiunge – al di là del fatto che le intitolazioni a coloro che hanno fatto parte del periodo del fascismo siano contro la legge. In quel caso ho fatto una scelta in virtù di una situazione che era incoerente con il contesto. La cittadinanza a Mussolini l’ho lasciata per non cancellare la storia, poi ognuno prende le distanze che deve”.

Quest’anno, però, l’offensiva contro il Duce, nel segno della demagogia e della propaganda di sinistra, viene stoppata dai primi cittadini di Codogno – città simbolo del Covid – e di Salò, città simbolo del fascismo. Nel Vibonese, invece, ieri era accaduto il contrario, così come in altri comuni italiani guidati dalla sinistra.

L’ira della nipote del Duce

“Il paese è in ginocchio e ancora dentro la pandemia, credo sinceramente che i problemi siano ben altri. Ancora discutiamo quando deve esserci il coprifuoco, se alle 22 o alle 23, fermo restando che per me o si toglie o almeno che lo si metta a mezzanotte, e in consiglio comunale di Asti e in altre cittadine si preoccupano di revocare la pericolosissima cittadinanza al mio avo… Se li fa star meglio, buon per loro”. Così all’Adnkronos Rachele Mussolini, nipote di Benito, dopo la revoca da parte di alcuni sindaci di comuni italiani alla cittadinanza onoraria del Duce.

“A questo punto, visto che i ristori materiali non sono mai arrivati – dice – potrebbe essere per queste persone un ristoro umorale e spirituale. Va bene così, se li fa distrarre da quello che stiamo vivendo facessero come vogliono, contenti loro… Di fronte a queste iniziative, io rispondo così”.

 

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