Ddl Zan, la lite da primedonne tra Cirinnà e Maiorino rischia di oscurare il papà della legge

mercoledì 7 Aprile 13:45 - di Redazione

Dopo gli onori della ribalta che Fedez gli ha graziosamente elargito Alessandro Zan, il papà della legge contro l’omotransfobia,  dovrà rinunciare alla prima fila. Il perché lo spiega Guia Soncini in un godibile articolo su Linkiesta. Infatti a sinistra se le danno (metaforicamente) di santa ragione due donne. Monica Cirinnà del Pd e Alessandra Maiorino del M5s. Motivo del contendere: entrambe ritengono di avere diritto di essere relatrici del ddl Zan. Quando ci sono di mezzo le cosiddette “battaglie di civiltà”, infatti, nessuno vuol tirarsi indietro. Nel bel mezzo di una pandemia, poi, intestarsi certi progressi vale quasi una medaglia olimpica.

Cirinnà e Maiorino: le due aspiranti relatrici

Monica Cirinnà è un po’ la Giovanna d’Arco dei gay, quella che rompe l’assedio dei pregiudizi. Maiorino aveva presentato uno dei testi poi confluiti nella legge Zan. “È sicuramente un pettegolezzo – scrive Guia Soncini – quello che dice che le due neanche si salutino (direi «un pettegolezzo da finocchi», ma non mi è chiarissimo se ciò costituisca incitamento all’odio per gli omosessuali: direi di no, chi non ama i pettegolezzi, ma vai a sapere). Nella sintesi di uno che le conosce: «In confronto a quelle due, Zan è un dilettante quanto a primadonnismo».

Entrambe unite dall’insulto a Lega e FdI

E ancora Soncini scrive: “Raccontano che non è vero Zan sia in cerca d’una gloria personale – la legge è sua per caso: Francesca Businarolo è andata in maternità, e lui è diventato relatore – e che comunque il suo primadonnismo sia dilettantesco non solo rispetto a quello di Cirinnà e Maiorino, ma anche rispetto alle associazioni, che prima non si sono filate la legge e ora saltano sul carro che appare vincente e sono tutte zaniste della primissima ora”. E fa una previsione: sarà durissima, per Maiorino, sfilare alla Cirinnà “lo scettro di fata madrina dei gay”. Nel frattempo si sono esercitate nell’insulto a Lega e FdI che la legge Zan non vogliono votarla. Dice Maiorino: la lega si è autoproclamata omofoba. Dice Cirinnà: lega e FdI bulli e squadristi. Chissà, se potessero, quali accuse reciproche si lancerebbero.

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