Fedez come Elodie: sì alla legge Zan, mio figlio deve avere diritto a mettersi il rossetto…

mercoledì 31 Marzo 17:07 - di Adele Sirocchi
Fedez

Fedez testimonial della legge Zan. C’era da aspettarsi questa rassegna di cantanti, rapper e vipperia varia in favore del ddl contro l’omotransfobia che il centrodestra non vede di buon occhio.

Legge Zan, perché il centrodestra la critica

Motivo: rappresenta un cavallo di Troia per introdurre nell’insegnamento pubblico le teorie gender. Oltre al fatto che affida molta discrezionalità al giudice nello stabilire quale sia un comportamento omofobo. Potrò dire cretino un gay? Si chiedeva giorni fa il pubblicitario Alberto Contri in un’intervista.

La sfilata dei vip in favore della legge Zan

Naturalmente queste critiche sono considerate illegittime. Chi non approva il ddl Zan è bollato come omofobo, bigotto, retrogrado e antidemocratico. La sfilata dei cantanti contro la Lega e la destra l’ha inaugurata Elodie. Fedez si è subito accodato. Un po’ come avvenne in America per il #metoo, finché le stesse attrici che si esponevano contro i maschi oppressori non furono rimesse in riga da una come Catherine Denueve. O anche da una femminista come Margaret Atwood. L’isteria politicamente corretto non può bloccare il libero pensiero.

Legge Zan, Fedez: mio figlio gioca con le bambole

Ma Fedez conquista subito il popolo del web, che è molto conformista, con un video in cui si contrappone al senatore leghista Pillon. Quest’ultimo, nella storia di Fedez su Instagarm, critica il fatto che a scuola i bambini vengano vestiti da donna per educarli alla non discriminazione. Poi nella storia arriva Fedez. “Le dico una cosa da padre signor Pillon…“. E parte la sua ramanzina focosa: “Ho un figlio di 3 anni che gioca con le bambole, se un giorno dovesse sentire l’esigenza di truccarsi o mettersi il rossetto non mi turberei perché ha il sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà. Invece mi destabilizzerebbe uno Stato che non tutela il suo scarosanto diritto di esprimersi in piena libertà cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese”.

Fedez papà aperto al fluid gender

Ovviamente tutti ad applaudire un papà così evoluto, moderno, aperto al fluid gender. Ma, non volendo, Fedez va incontro proprio al ragionamento che fa il centrodestra: l’educazione sessuale sia lasciata alle famiglie. Lo Stato non deve e non può educare i bambini secondo il pensiero gender. Ci penseranno le madri e i padri. No agli indottrinamenti. Se il figlio di Fedez vuole la bambola che gliela dia la mamma, non è certo all’asilo che deve giocare a mettersi il rossetto o la gonna.

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