AstraZeneca, ora spunta anche la sindrome da perdita capillare: ecco di che cosa si tratta

sabato 10 Aprile 15:34 - di Paolo Sturaro
AstraZeneca sidrome capillare

Un nuovo “alert di sicurezza” per AstraZeneca, controlli per la sindrome da perdita capillare. Dopo i rari casi di trombosi, il vaccino torna sotto la lente del Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Ema. Gli esperti Ue hanno «avviato una revisione». Lo scopo è valutare i dati relativi ad alcune “segnalazioni” proprio della patologia sindrome da perdita capillare, in persone vaccinate con il prodotto dell’azienda anglo-svedese. Nel database di EudraVigilance 5 casi di questo disturbo molto raro È caratterizzato da fuoriuscita di fluido dai vasi sanguigni che causa gonfiore dei tessuti e calo della pressione sanguigna». Lo spiega l’Ema in una nota.

AstraZeneca e la sindrome da perdita capillare

In questa fase, puntualizza l’agenzia, «non è ancora chiaro se esista un’associazione causale tra la vaccinazione AstraZeneca e le segnalazioni di sindrome da perdita capillare. Questi rapporti indicano un “segnale di sicurezza”, cioè un’informazione su eventi avversi nuovi o modificati che possono essere potenzialmente associati a un medicinale. E che richiedono ulteriori indagini.

La valutazione del Prac

Il Prac valuterà tutti i dati disponibili per decidere se una relazione causale è confermata o meno. Nei casi in cui una relazione causale è confermata o considerata probabile, è necessaria un’azione normativa per ridurre al minimo il rischio. Di solito assume la forma di un aggiornamento del riassunto delle caratteristiche del prodotto e del foglietto illustrativo. L’Ema comunicherà appena disponibile l’esito della revisione del Prac.

I casi rari di trombosi

L’Ema ribadisce infine le conclusioni del Prac sui casi molto rari di trombosi. Secondo il comitato, questi episodi «dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari di Vaxzevria». L’Ema invita gli operatori sanitari e le persone che ricevono il vaccino AstraZeneca a essere «consapevoli della possibilità che la formazione di coaguli di sangue, combinata con bassi livelli di piastrine, si verifichi molto raramente entro due settimane dalla vaccinazione».

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