AstraZeneca, il documento: entro quanto tempo le trombosi possono verificarsi dalla prima dose

giovedì 8 Aprile 16:05 - di Redazione
AstraZeneca e trombosi

AstraZeneca e trombosi rare. In Italia, dopo le valutazioni dell’Ema sul legame con il vaccino anglo svedese, l’Aifa ha diramato una nota informativa con aggiornamenti sul rischio. La nota è in allegato alla circolare con cui il ministero della Salute aggiorna le indicazioni per l’uso del prodotto anti Covid, ora suggerito in via preferenziale per gli over 60. Dopo l’incontro di ieri tra Commissione tecnico-scientifica (Cts) ed Aifa, il ministero della Salute ha pubblicato infatti la circolare nella quale si ribadisce “che il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca, ndr) è approvato a partire dai 18 anni di età”. Ma è   “raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”. Vediamo quindi in quali casi avvengono le problematiche.

AstraZeneca e trombosi: “Eventi avversi entro 14 giorni”

La Cts – leggiamo su Adnkronos Salute – “ha esaminato tutta la documentazione disponibile; nonché le valutazioni dell’Area di farmacovigilanza di Aifa e del Prca-Ema; con il supporto del gruppo di esperti in ambito di coagulazione convocato dall’agenzia. Il compito era fornire un supporto scientifico nell’analisi dei casi di trombosi”. Sulla base degli elementi emersi, la Cts ha spiegato che:  “è stata riscontrata un’associazione tra il vaccino Vaxzevria e casi molto rari di tromboembolismi anche gravi, in sedi inusuali: fra i quali casi rari di trombosi venosa dei seni cerebrali; trombosi splancniche e arteriose, associati a trombocitopenia. Ad oggi, la maggior parte dei casi è avvenuta  in soggetti di età inferiore ai 60 anni e prevalentemente nelle donne. Tali eventi – si specifica- sono stati osservati per lo più entro 14 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino”. Il motivo, pertanto, per cui adesso AstraZeneca è “consigliato” agli Over 60 è dovuto al fatto che:  “l’associazione con gli eventi trombotici sopra descritti non è stata riscontrata nei soggetti di età superiore a 60 anni. Per i quali l’incidenza dei casi a seguito della vaccinazione risulta addirittura inferiore rispetto a quella attesa”. Lo  sottolinea la Cts, precisando che “non sono ancora disponibili ulteriori dati dalle sperimentazioni attualmente in corso”.

Astrazeneca e trombosi: “Non conosciamo specifici fattori di rischio”

Lascia nell’incertezza il terzo punto della circolare in cui si dice che: “alla luce dei dati attualmente disponibili non è possibile esprimere raccomandazioni circa l’individuazione di specifici fattori di rischio; e che nel contempo non sono identificabili trattamenti preventivi dei suddetti episodi trombotici”.

Il parere della Cts

Al netto dell’estrema rarità degli eventi trombotici, “il bilancio beneficio/rischio del vaccino Vaxzevria si conferma complessivamente positivo: in quanto il vaccino è sicuramente efficace nel ridurre il rischio di malattia grave, ospedalizzazione e morte connesso al COVID-19″. Si legge in fondo alla circolare che “attualmente tale bilancio appare progressivamente più favorevole al crescere dell’età: sia in considerazione dei maggiori rischi di sviluppare Covid-19 grave; sia per il mancato riscontro di un aumentato rischio degli eventi trombotici sopra descritti nei soggetti vaccinati di età superiore ai 60 anni”. In pratica, quest’ultima affermazione suona come un monito: sopra i 60 anni tutto ok, sotto pure ma...

Le conclusioni del documento infatti sono ambigue: “La Commissione rileva che al momento non ci sono anloghi segnali di rischio per i vaccini a mRNA”. Come a dire che Pfizer e Moderna funzionano bene ed i rischi sono pressocché nulli – chiosa il Giornale -. Con AstraZeneca invece le possibilità di trombosi, anche se rarissime, ci sono. È chiaro che è valida la constatazione che la Gb è uscita dal guado proprio con AstreaZeneca. Ma l’esempio britannico e il rapporto beneficio/rischio non è detto che  debba rassicurare tutti. Come molti virologi stanno asserendo ormai è difficile che ci  possa essere una totale ed incondizionata fiducia in AstraZeneca al 100%.

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