Astrazeneca, oggi il verdetto Ema. Crisanti: «Chi soffre di trombi rischia 100 volte di più in aereo»

mercoledì 7 Aprile 11:49 - di Gigliola Bardi
ema astrazeneca

Sono attese per oggi alle 16 le comunicazioni dell’Ema sulla conclusione della revisione di Astrazeneca. L’Agenzia europea del farmaco illustrerà in particolare l’esito della valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (Prac) del vaccino e i legami con gli eventi tromboembolici che si sono registrati in diversi Paesi Ue. Ma da parte della comunità scientifica italiana continuano a farsi sentire le voci di chi avverte che il nesso tra Astrazeneca e i casi di trombosi è difficilmente dimostrabile o che, come sottolineato da Andrea Crisanti, «il rischio di un evento trombotico per chi ne soffre è 100 volte superiore se si prende un aereo che se si fa il vaccino».

Crisanti: «Parliamo di un caso su 2,5 milioni»

Crisanti ha ricordato che «2 persone su 10mila, a rischio trombofilia, possono avere eventi avversi quando prendono un aereo, che è circa 100 volte superiore che se fanno il vaccino». «Lo dicono tutti, non l’ho inventato io», ha chiarito il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova, sottolineando anche che «ci stiamo tanto a preoccupare di un caso su 2,5 milioni di effetti trombotici. È chiaro – ha detto il virologo – che una persona in sovrappeso, che fuma, che ha più di 40 anni e prende estrogeni, ha un rischio maggiore».

«Decisioni politiche non suffragate da dati scientifici»

Per Crisanti, quindi, i Paesi che hanno bloccato la somministrazione del vaccino AstraZeneca «rispondono alle sensibilità, le percezioni e i sentimenti dei loro elettori». Il virologo ha portato l’esempio di Germania, Paesi Bassi e Usa, che «hanno una percentuale di persone contrarie ai vaccini estremamente elevata». In questi Paesi, ha sottolineato, «c’è anche tutta una storia di contenziosi sui vaccini. Molto probabilmente non vogliono correre nessun rischio su questo». Dunque, «è una decisione politica, non ancora suffragata da dati scientifici».

Rasi (ex Ema): «Astrazeneca? Nesso non dimostrabile»

A sottolineare che il nesso tra i rarissimi casi di trombosi e il vaccino AstraZeneca «non è dimostrabile perché i casi sono pochi» è stato anche l’ex direttore esecutivo dell’Ema, Guido Rasi. «Di fronte a una casistica così limitata non è possibile creare nessi: sono eventi rari», ha sottolineato Rasi, di fatto mettendo in discussione quanto anticipato dall’Agenzia europea del farmaco. Sanguinamenti molto peggiori li causa l’aspirina ogni anno. Eppure la prendiamo tranquillamente», ha proseguito Rasi, ricordando che «in Italia i casi di trombosi sono molto eterogenei tra loro. È molto difficile – ha chiosato – trarre conclusioni».

 

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