25 aprile, lettera del dirigente scolastico delle Marche per la pacificazione. Insorgono Pd e Cgil

sabato 24 Aprile 18:27 - di Redazione
25 aprile marche dirigente

Si dicono sconcertati, i deputati del Pd Di Giorgi e Lattanzio, per l’iniziativa di Marco Ugo Filisetti, dirigente scolastico regionale delle Marche che ha mandato una lettera agli studenti, in occasione del 25 aprile. Filisetti era già finito nel mirino della sinistra per una lettera agli studenti sul 4 novembre. La lettera contiene un invito ai giovani a superare lo spirito di fazione e a recuperare il senso di comunità. Per la sinistra, che ha protestato tramite Cgil e Pd, la missiva tenterebbe invece una impossibile equiparazione “tra chi combattè il nazifascismo” e “chi in questa tragedia fu parte attiva”.

Il Pd: mistificazione inaccettabile

“Una mistificazione della storia inaccettabile – accusano i deputati dem –  tanto più perché proveniente dalla massima istituzione scolastica regionale. Per questo presenteremo già lunedì un’interrogazione in merito. Riteniamo questo fatto gravissimo e insultante per la storia di questo Paese e per i principi democratici che sono scaturiti dalla lotta di Liberazione”.

Cosa scrive Filisetti nella lettera

Ecco cosa scrive Filisetti nella lettera incriminata: “Il 25 aprile del 1945 è la data scelta per festeggiare la fine della seconda guerra mondiale in Italia, con la vittoria delle Nazioni alleate (principalmente Stati Uniti d’America, Unione Sovietica, Impero Britannico, Francia) con l’apporto del Comitato di Liberazione Italiano e del Corpo Italiano di Liberazione, sulla Germania nazista e sulla Repubblica Sociale Italiana, formalizzata con la resa delle truppe tedesche a Medesano (Parma) il 29 aprile e degli ultimi reparti della RSI il 3 maggio a Rovereto. La seconda guerra mondiale causò tra gli Italiani oltre 300.000 Caduti militari e 150.000 civili: a tutti Loro, unitamente ai Caduti di tutte le altre Nazioni va il nostro commosso e reverente ricordo, senza distinzione di parte“.

“Ci sia il superamento delle antitesi”

“Quell’immane conflitto – prosegue la lettera – ha visto un’Italia scissa e martoriata, un’ Italia che si è fronteggiata per le rispettive ragioni, per i rispettivi sogni di cui era carica: uno scontro marcato dal ferro e dal sangue che ha diviso, frantumato. Ma dopo quella grande catastrofe ci sia ora il superamento delle antitesi disperate , delle demonizzazioni reciproche, il riconoscimento per tutti nella propria storia, per ricostruire giorno per giorno questa Italia, per proiettare nel mondo un’Italia unita forte, libera, con un suo destino, che possa fronteggiare col lavoro la competizione mondiale. Questa è la missione forte affidata a voi nuove generazioni: non la fazione, non la setta, non i rancori, non gli odi dietro i quali i popoli si sfaldano, ma costruire la Comunità, per l’Italia di questo nuovo millennio“.

“Rimanete uniti pur nelle diverse idee”

E quindi – conclude – “rimanete sempre uniti, pur nelle diverse idee, siate amicizia, strumento di una amicizia per cambiare la società e siate coraggiosi come solo la gioventù sa esserlo. I nostri padri e nonni con il “25 aprile” ci hanno dato una nuova Costituzione con progetti ideali, lucidi, ispirati ad un alto senso di giustizia, ma questa Costituzione resterà opera vana se tutti insieme, comunque la si pensi, non riusciremo a dare un’anima, non riusciremo a dare una passione alla nostra Comunità nazionale, perché i progetti si realizzano se diventano passione, se diventano fede, se diventano destino”.

 

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