Varese, immigrato prende gli agenti a calci e sputi. La rabbia della polizia: «Non ne possiamo più»

mercoledì 10 Marzo 9:46 - di Edoardo Valci
polizia

Quel che è accaduto a Varese, la violenza dell’immigrato e l’aggressione agli agenti di polizia, infiamma ancora le polemiche. Insorgono gli uomini in divisa, «non ne possiamo più». E insorge il Mosap, «poteva finire in tragedia». Tutto parte da una segnalazione sulla presenza di un individuo che si aggirava nei box di un condominio con una bottiglia in mano. Prima aveva rivolto richieste sessuali a una donna, costringendola a chiudersi in macchina per evitare il peggio. Gli agenti raggiungono il posto e intercettano un giovane immigrato. Ha 28 anni ed è originario del Ghana. Lo trovano mentre siede sul marciapiede consumando un pasto.

Varese, l’aggressione agli agenti di polizia

Non appena gli uomini in divisa avviano i controlli, lui impugna la bottiglia per il collo e minaccia di lanciarla contro gli agenti. Nell’altra mano ha una penna che utilizza come arma appuntita.  I poliziotti reagiscono e riescono a sfilare bottiglia e penna dalle mani dell’immigrato. Che però tenta di afferrare per le caviglie un agente. Poi si sputa sulle mani, si imbratta gli abiti con la saliva per evitare i controlli. Si alza, cerca di fuggire, spintona un altro agente, lo colpisce con calci e pugni mentre lancia oggetti contro gli altri uomini in divisa.

Lo spray urticante non è bastato

Per contenere la furia dell’uomo, i poliziotti utilizzano lo spray urticante. Ma non è sufficiente. L’immigrato, infatti, continua ad essere violento e colpisce un altro agente prendendolo a calci sul ginocchio. Con molta difficoltà viene immobilizzato e condotto nel carcere di Busto Arsizio. Gli agenti hanno subìto contusioni multiple.

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