Un gambiano ospite di Don Biancalani aggredisce e rapina una donna. Il bottino trovato in chiesa

lunedì 15 Marzo 14:35 - di Ginevra Sorrentino
gambiano don Biancalani

Un gambiano ospite del prete pro-migranti, don Biancalani, rapina una donna e nasconde la refurtiva in chiesa. Erano circa le tre di notte. La donna stava rientrando dal lavoro e l’extracomunitario ha cominciato a seguirla. A braccarla. A tallonarla, pedinandola per un lungo tratto con la scusa della richiesta di una sigaretta. Un inseguimento al cardiopalma, anche perché l’immigrato africano brandiva minacciosamente una bottiglia di vetro che aveva con sé.

Un gambiano ospite di Don Biancalani aggredisce e rapina una donna

Così, quando la donna ormai terrorizzata ha tentato la fuga mettendosi a correre, il gambiano ospite di Don Biancalani l’ha raggiunta. L’ha scaraventata in terra. Poi – in base alla minuziosa ricostruzione dei fatti resa da La Nazione – l’ha trascinata lungo il marciapiede strattonandole nel tentativo di strapparle la borsa. Tentativo riuscito: perché alla fine dell’estenuante corpo a corpo la donna ha ceduto al suo aguzzino. E ha abbandonato la borsa, che conteneva un pc portatile, un portafoglio con 600 euro in contanti, un telefono cellulare ed altri effetti personali.

La segue, la pedina, la terrorizza e l’aggredisce. Lei riesce a chiedere aiuto

A quel punto, tremante per lo choc e ferita in seguito alla colluttazione, la vittima, ancora terrorizzata, è riuscita a raggiungere piazza della Repubblica e a chiedere aiuto. La polizia ha agito tempestivamente. E scattata la caccia all’uomo, gli agenti si sono messi subito sulle tracce dell’aggressore, anche ricorrendo all’aiuto delle registrazioni effettuate dalle telecamere di sicurezza disseminate nella zona. Proprio passando al setaccio le immagini captate dall’occhio dei dispositivi di video-sorverglianza, allora, gli agenti hanno riconosciuto la figura di un gambiano 22 enne, già noto alle forze dell’ordine.

Scatta la caccia all’uomo: la polizia trova subito il gambiano

A quel punto, con l’identikit al seguito, gli uomini della Squadra Mobile di Firenze hanno rintracciato e fermato in zona Cascine lo straniero che, indosso, aveva ancora il telefono cellulare depredato alla sua vittima. Non solo. Al ritrovamento di parte della refurtiva, è seguito anche il blitz della Polizia nella dimora del giovane. Dove gli agenti hanno anche recuperato il resto del bottino. Giovedì mattina, infatti, nella parrocchia di Vicofaro è arrivata la polizia. A cui il sacerdote immigrazionista, don Biancalani, ha detto: «Il ragazzo era stato da noi qualche tempo fa – riferisce sempre La Nazione –. Poi improvvisamente era scomparso. È tornato una settimana fa. Non ho approfondito subito la sua situazione, perché in questo momento la struttura è abbastanza sfornita di volontari, a causa del Covid. Il colloquio con lui lo avremmo dovuto avere tra qualche giorno».

Le dichiarazioni di don Biancalani

E ancora: «Gli inquirenti – riprende don Biancalani su La Nazione – mi hanno spiegato che il giovane era conosciuto alle forze dell’ordine per altri episodi. Ci sono rimasto malissimo. Tra l’altro, i poliziotti hanno avuto un atteggiamento molto umano. Mi hanno chiesto delle cose, ma io sapevo poco, proprio perché non c’era stato il tempo per confrontarci con il 22enne dal momento del suo arrivo qui». Ora però tutto è ulteriormente rimandato. Il giovane gambiano, infatti, è in carcere a Sollicciano. In stato di fermo.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *