Tra coprifuoco e lockdown, spunta l’ipotesi di una “super zona rossa”: nuove restrizioni in vista

lunedì 8 Marzo 12:22 - di Bianca Conte
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Spunta l’ipotesi di una super zona rossa, per contenere la recrudescenza dell’epidemia e consentire il traguardo della vaccinazione di massa ancora molto lontano. Intanto, tra coprifuoco e lockdown regionalizzati: è caos nel gran sparpaglio delle misure. Si annuncia una nuova stretta per contrastare l’impennata dei contagi di Covid e il diffondersi delle varianti. Ci sarebbero nuove ipotesi al vaglio del governo Draghi e degli esperti del Cts. L’Italia vira sempre più verso il rosso: con un’ulteriore stretta sulle misure che potrebbe andare da nuove chiusure nei weekend a un coprifuoco più esteso, fino a un nuovo lockdown. Sono diverse le possibilità che nelle prossime ore il Cts e il governo Draghi saranno chiamati a valutare, per contrastare in maniera più efficace la nuova impennata di contagi di Coronavirus e la diffusione delle varianti, a cominciare da quella inglese. Di certo, si va verso regole più drastiche rispetto a quelle varate con il nuovo Dpcm del 6 marzo. «Sulla base dei dati mi aspetto che nelle prossime settimane l’impatto di questa variante (quella inglese, ndr) possa far crescere la curva – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza –. Mi aspetto regioni che possono andare verso la zona rossa. E che le ordinanze possano essere ancora di natura restrittiva». Insomma, non c’è da spettarsi niente di buono…

Zona rossa, coprifuoco, lockdown: nuove restrizioni in vista

Ieri in Italia ci sono stati 20.765 contagi e 207 morti, con un indice di positività a 7,6%. «C’è una risalita del contagio. I numeri e vari indicatori ce lo dicono chiaramente», ha evidenziato il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità. Oggi sarà la cabina di regia a valutare eventuali misure di contenimento che potrebbero essere varate già prima del prossimo weekend. Tra le ipotesi più drastiche, come detto, c’è anche quella di una super zona rossa che di fatto riguarderebbe buona parte del Paese. Con possibili eccezioni per le poche aree (come la Sardegna) con un tasso del contagio meno preoccupante. Non è nemmeno da escludere che l’inizio del coprifuoco, attualmente in vigore in tutto il Paese dalle 22 alle 5, possa essere anticipato di un’ora o più.

Governatori in pressing sulla chiusura delle scuole in tutta Italia

E mentre diversi governatori sono in pressing affinché le scuole vengano chiuse in tutta Italia, prende corpo anche l’eventualità di una chiusura dei negozi almeno dove si pratica già la didattica a distanza. In ogni caso, per i tecnici la chiusura della scuola nelle aree in cui il virus è particolarmente diffuso va abbinata a misure più restrittive in genere. Intanto la zona rossa è già scattata per Campania, Molise e Basilicata, mentre anche Friuli Venezia Giulia e Veneto sono finite in zona arancione.

Galli, le misure del Dpcm Draghi sono sufficienti? «La realtà dei fatti temo dica di no»

Dunque, mentre le misure anti-Covid continuano a sommarsi e ad aggiornarsi a nuove restrizioni, il virus riprende piede. E con la recrudescenza dei contagi dovuta anche all’imperversare delle varianti, si rinnova l’interrogativo: le iniziative adottate nel nuovo Dpcm Draghi contro il Covid e le sue varianti sono sufficienti? Tra gli altri, risponde anche Massimo Galli, il virologo dell’ospedale Sacco di Milano, che dichiara: «La realtà dei fatti temo dica di no. È successo quello che ci si poteva attendere e temere sull’arrivo anche da noi di questa ondata. Considerando che quello che è stato messo in campo per fermare il tutto era e si è dimostrato ampiamente insufficiente», rileva l’infettivologo in collegamento con la trasmissione Agorà su Rai 3. «Anzi – aggiunge Galli assestando un colpo all’ex esecutivo Conte – brillantemente ci sono state delle aperture nel momento in cui era proprio il caso di non riaprire nulla. Ma questa è una vecchia storia…». Resta il fatto, conclude l’esperto, che «i casi che abbiamo visto tra oggi e ieri, preannunciano la settimana che ci aspetta»…

Zona rossa, coprifuoco e lockdown? Nino Cartabellotta: «Le decisioni della politica siano più tempestive»

Dello stesso parere anche il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Il quale, intervenuto a L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus, sottolinea: «Ormai la terza ondata è partita e spetta alla politica prendere delle decisioni». Decisioni che devono essere «molto più tempestive». E ancora: «Il mondo politico da mesi non ha capito uno dei problemi fondamentali – dice Cartabellotta –. Noi oggi vediamo i contagi di circa 2-3 settimane fa. Per questo la politica deve prendere le decisioni in modo tempestivo. L’obiettivo della strategia anti-Covid era quello di fare chiusure mirate. Ma queste dovevano essere molto più tempestive – rimarca il numero uno di Gimbe –. Il pacchetto delle misure è una decisione politica. Che però deve tenere conto che la coperta è molto corta: se si consentono riaperture da una parte, bisogna chiudere dall’altra»...

 

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