Strage del Bataclan: ecco chi sono i tre fratelli Touami, algerini falsari per conto dell’Isis

lunedì 8 Marzo 13:11 - di Paolo Lami

Athmane Touami, alias Tomi Mahrazl’algerino 36enne raggiunto ieri in carcere a Bari, dove si trovava detenuto, da un nuovo mandato d’arresto con l’accusa di essere un anello fondamentale della catena di supporto logistico del commando di 10 terroristi islamici che il 13 novembre 2015 colpì, con 6 attacchi sanguinari, Parigi e Saint Denis – in particolare, la sala di concerti Bataclan e lo Stade de France facendo complessivamente 130 morti, rappresentava, assieme ai suoi due fratelli, Medhi e Lyes Touami, la cellula di falsari che aveva alimentato di documenti d’identità contraffatti   il gruppo di killer dell’Isis consentendo loro di arrivare agli obiettivi senza essere scoperti.

Nella borsa di Athmane Touami che, è stato accertato, si è indottrinato nella moschea di Finsbury Park, gli investigatori hanno trovato, fra l’altro, 329 foto e 5 video legati all’Islam radicale.

In uno dei video si vede l’imam della moschea di Finsbury Park, scagliarsi contro l’Occidente sostenendo che il Covid è la punizione divina per i miscredenti.

Per gli investigatori non vi è alcun dubbio che il profilo ideologico-religioso di Athmane Touami sia legato alla frangia dei fratelli musulmani.

Su Facebook, Athamane Touami aveva peraltro stretto rapporti di amicizia con alcuni sostenitori del Fronte Islamico di Salvezza.

E, nel corso di una conversazione in cella, nel carcere di Bari viene intercettato mentre fa riferimento proprio agli attentati di Parigi, alla strage del Bataclan ed ai suoi autori.

L’Italia non è più quella di prima, si lamenta nel corso di una precedente conversazione telefonica.

E gli agenti si allarmano quando Athamane Touami si scaglia contro il suo stesso difensore: “avvocato di m…, che Dio lo possa punire”.

Il provvedimento di fermo, sottoscritto dai magistrati della Dda di Bari, arriva per  Touami quando gli investigatori si rendono conto che vi è concreto pericolo fuga – l’algerino  avrebbe finito di scontare a giugno 2021 la pena di 2 anni di reclusione per l’utilizzo di documenti falsi – che il 36enne ha stabili contatti con l’estero e che vi è interesse a dissimulare la sua identità.

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