M5S, la carica dei 109: «Giuseppi, salvaci tu». E si pensa al trucco delle liste-civetta per non affogare

lunedì 29 Marzo 9:13 - di Michele Pezza
Giuseppi

«Giuseppi, salvaci tu». Non è ufficiale il grido di dolore che sale dal corpaccione del MoVimento, quanto piuttosto un lamento diffuso e generalizzato. Sono infatti 109, tra parlamentari e consiglieri regionali, i big 5Stelle intrappolati nel “no” di Beppe Grillo al terzo mandato. Si sentivano ormai al sicuro dopo aver abbattuto, uno dopo l’altro, i totem identitari del MoVimento: rimborsi, restituzioni, alleanze, Tap, Tav e via ingoiando con la certezza che presto analoga sorte sarebbe spettata al divieto di terza elezione. E invece – zac! – è scattata la fermata d’emergenza dell’Elevato: «Così andiamo a sbattere – ha tuonato -. Il divieto è un pilastro. Se lo abbattiamo, cade tutto». Un brusco risveglio che ha riportato i riluttanti pentastellati alla sorgente delle origini, quando combattevano da soli contro il marciume del potere.

Dopo il “no” di Grillo, i big sperano in Conte

La regola di due soli mandati da «portavoce» per poi ritornare semplici «cittadini» era il sale del loro agire. «Tutto il resto è Casta», urlavano non a caso. Ora che i dieci anni (due legislature piene) stanno per scadere, eccoli che confidano nel ripensamento, nell’aggiustamento, nel guizzo dell’ultima ora. Gli occhi dei 109 sono tutti per Conte. Giuseppi presto diventerà il leader del M5S. È lui che sta approntando il canovaccio che ne dovrà scandire e indirizzare il nuovo corso. E questo spiega anche perché i 109 a rischio non protestano, ma mormorano. Confidano che sia lui a condurli dall’adolescenza all’età adulta. Quel che Grillo si rifiuta di fare dopo averli convinti, e gran parte persino costretti, a baciare il rospo-Draghi. Staremo a vedere.

Se Giuseppi fallisce, liste “fai da te”

Di certo che l’ex-premier difficilmente accetterà di sedersi su una pentola a pressione, quale certamente sarà il MoVimento, perdurando il divieto dell’Elevato, per i prossimi due anni. Se accetta la sfida della leadership, è per rilanciarlo. Non per restarne travolto. Giuseppi, insomma, difficilmente resterà insensibile al lamento dei big. In caso contrario, rivela il Giornale, i big faranno da sé andando ad affollare liste civetta. Nome e simbolo ci sarebbero già, come Italia 2050 già depostati dal sottosegretario Sibilia. Certo, dissanguerebbero elettoralmente il MoVimento, ma molti si salverebbero. E così tutto tornerebbe, tranne faccia e coerenza.

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