La variante newyorkese arriva nelle Marche. “Controlli troppo scarsi su chi entra in Italia”

mercoledì 24 Marzo 18:37 - di Gigliola Bardi
variante newyorkese

In Italia è arrivata anche la variante newyorkese del Covid, sequenziata per la prima volta nel novembre scorso nella città americana, dove attualmente rappresenta il 12% dei contagi. A identificarla sono stati, ieri, i ricercatori del Laboratorio di virologia dell’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona-Università Politecnica delle Marche, nei tamponi di due persone provenienti dalla provincia di Pesaro e Urbino. I due pazienti, allo stato attuale, non risultano avere correlazione tra di loro. La scoperta è avvenuta nell’ambito della sorveglianza a campione.

Le Marche in allerta per la variante newyorkese

“Stiamo cercando di tenere la situazione sotto controllo, isolando i casi legati alla variante newyorkese di Sars-Cov-2. Naturalmente, abbiamo attuato tutte le procedure per capire bene la capacità di reazione di questo virus alle armi di contrasto disponibili”, ha spiegato all’Adnkronos Salute l’assessore alla Salute della Regione Marche, Filippo Saltamartini. “Stiamo approfondendo i rischi di questa nuova variante. Al momento – ha chiarito – non ci sono evidenze scientifiche sull’eventuale capacità di questa variante di eludere la risposta neutralizzante suscitata dagli attuali vaccini“.

I dubbi sui controlli per chi entra in Italia

“Serve prestare più attenzione ai voli internazionali. E, in generale – ha sottolineato Saltamartini – agli arrivi nel nostro Paese, perché non si augura a nessuno di dover contrastare nuove varianti del virus pandemico, soprattutto quelle che, almeno dai dati disponibili, possono essere resistenti ad alcune terapie”. “Siamo molto preoccupati, naturalmente. Ma – ha proseguito l’assessore – non si capisce nemmeno come sia possibile che le persone possano entrare nel nostro Paese con pochissimi controlli. Non è facilissimo identificare i casi, è vero. Ma proprio per questo dobbiamo prestare attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’arrivo da Paesi che hanno grossi problemi con la pandemia. Questa variante, chiamata newyorkese, in realtà sembrerebbe essere nata in Sud America. Dobbiamo stare attenti”.

Ospedali ancora sotto pressione

Anche nelle Marche la variante predominante in questo momento è l’inglese e, nonostante si registrino i primi risultati delle restrizioni, “il carico sugli ospedali è sempre molto rilevante”. “Abbiamo più del 50% di posti occupati in terapia intensiva e – ha chiarito l’assessore – il 60% di posti occupati nell’area medica. Stiamo procedendo con grande velocità con la vaccinazione. E quindi diciamo che siamo cautamente ottimisti. Pensiamo si tratti di superare qualche settimana per arrivare, sostanzialmente attraverso la vaccinazione, all’immunità almeno delle persone più fragili”.

 

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