AstraZeneca, sequestri a tappeto in tutta Italia del lotto sospetto. Ansia tra i professori

giovedì 11 Marzo 19:53 - di Eugenio Battisti

Scattano i sequestri a tappeto in tutta Italia delle dosi del lotto ABV2856 del vaccino anti-Covid prodotto da AstraZeneca. Dopo la decisione dell’Agenzia italiana del farmaco. Che, in via precauzionale, ne ha disposto il divieto. “Dopo la segnalazionedi alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione del vaccino”.

Astrazeneca, sequestri a tappeto del lotto Abv2856

Cresce la paura e scattano le contromisure dopo i due casi di morti sospette. Quella di Davide Villa, 50 anni, agente di polizia di Catania. Morto 12 giorni dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca. E del sottufficiale Stefano Paternò. Anche lui deceduto dopo la somministrazione del vaccino anti-Covid, sul quale anche si sta indagando. In entrambi i casi le cause della morte sarebbero legate alle trombosi conseguenti alla dose iniettata.

Nelle Regioni scattano gli accertamenti delle dosi

Una dietro l’altra le Regioni stanno frettolosamente bloccando l’utilizzo del lotto incriminato.  È in corso su tutto il territorio regionale l’accertamento sulla presenza di dosi del lotto vaccinale incriminato. Ciascuna  della Regione ha inviato la richiesta di verifica a tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, dipartimenti di cure primarie e dipartimenti farmaceutici aziendali. Con la richiesta di risposta a stretto giro alla struttura di Farmaco vigilanza della Regione.

La Toscana ha sospeso 15 dosi del lotto ancora inutilizzate

La Toscana ha già provveduto a sospendere l’utilizzo del lotto ABV2856. “La Regione ha tempestivamente sospeso l’utilizzo delle 15 dosi non ancora somministrate di questo lotto”, si legge in una nota. Il lotto è arrivato in Toscana nel mese di febbraio. Dal 11 al 23 febbraio sono state somministrate 15.743 dosi. Senza criticità particolari nelle persone che hanno ricevuto la prima dose.

Lo screening delle Asl in Emilia-Romagna

Anche in Emilia-Romagna è stato disposto il divieto di utilizzo del lotto di vaccino segnalato. Con scadenza maggio 2021. L’assessore alla Sanità ha comunicato a tutte le strutture competenti la richiesta di verificare. E comunicare la disponibilità di confezioni di questo lotto. E, se presenti, di accantonarle. Conservandole in frigorifero e corredandole di apposita dicitura ‘Non utilizzare’. In attesa di nuove disposizioni e controlli da parte di Aifa.

In Sicilia sospese 2.306 dosi

Lo stesso accade in Sicilia. Che ha sospeso le rimanenti 2.306 dosi del lotto rimaste inutilizzate sulle 20.500 arrivate nell’isola. Sono state infatti 18.194 le dosi del lotto sospeso dall’Aifa somministrate nelle nove province. In totale in Sicilia sono stati distribuiti, a ieri, 174.700 dosi di Astrazeneca. E somministrate 95.642. “Sono previste – specifica l’assessorato alla Salute  – ulteriori consegne in Sicilia come in altre regioni d’Italia e Stati d’Europa”. Sono Catania e Palermo le due province siciliane in cui sono state somministrate più dosi del lotto ABV2856.

Puglia, l’assessore tranquillizza i cittadini

Anche la Regione Puglia ha dato esecuzione alla disposizione di Aifa. E la disposizione è stata inviata alle Asl per la immediata trasmissione ai centri vaccinali. “Le attuali vaccinazioni – spiega l’assessore regionale alla Sanità Lopalco – proseguiranno con altri lotti. Vogliamo tranquillizzare i cittadini. Il sistema di sorveglianza attiva è stato attivato a largo raggio. E non è necessario rivolgersi al sistema sanitario per informazioni. I vaccini sono sicuri. Sono l’unico mezzo conosciuto per stroncare la pandemia. E questi alert dimostrano che il sistema di sorveglianza ha livelli altissimi a livello europeo”.

Si teme il contraccolpo psicologico

Accanto al divieto di somministrazione scatta lo screening sui vaccinati per verificare il lotto di provenienza. Ora si teme il contraccolpo psicologico sulla popolazione. Che potrebbe andare ad alimentare lo scetticismo di una parte di cittadini verso la vaccinazione. Un pericolo da scongiurare soprattutto in questa fase di accelerazione organizzativa per raggiungere prima dell’estate una copertura sufficiente a evitare nuove ondate di contagio.

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