Toscani paga caro per gli insulti a Gasparri: ecco quanto dovrà sborsare. E lui: «Non ritiro una parola»

mercoledì 10 Febbraio 16:33 - di Redazione

Oliviero Toscani dovrà risarcire con quindicimila euro Maurizio Gasparri per le espressioni utilizzate durante una trasmissione radiofonica. A deciderlo il giudice Cecilia Pratesi del Tribunale Civile di Roma. I fatti si riferiscono al gennaio 2016 quando Toscani formulò una serie di commenti critici sulle posizioni espresse in una precedente puntata dal senatore Gasparri sulla maternità surrogata.

L’esponente di Forza Italia aveva detto: «Quello che Elton John ha fatto è uno schifo. È una vergogna… con l’utero in affitto si arriva facilmente all’eugenetica e al nazismo… quello che ha fatto è l’egoismo di un ricco arrogante che ha sfruttato la disperazione del prossimo… Elton John è un grande artista, se viene a Sanremo, si limiti a cantare e non faccia il guru dell’utero in affitto».

Le frasi di Toscani su Gasparri

Alla richiesta di commentare quanto affermato da Gasparri a proposito della paternità di Elton John, Toscani aveva detto: «Chi poteva dire una cazzata del genere se non lui». E  «neanche all’avanspettacolo degli anni ‘50 c’era gente così retrograda. Forse a qualcuno di quel posto lì… al Cottolengo, guarda lo sguardo». E invitato a chiarire se intendesse paragonare il senatore ad una persona con ritardi mentali aveva aggiunto ancora. «Sì totalmente, tra l’altro non vorrei insultare i ritardati»… «Ma dai dice una cazzata dietro l’altra». Infine il fotografo aveva aggiunto: «No… non mi fa schifo… lui dimostra… vuole fare schifo», aggiungendo che quando si guarda in faccia la mattina vomita.

Toscani condannato: la sentenza

«Se Toscani si fosse limitato a controbattere, anche in termini duri e taglienti, l’opinione in precedenza espressa da Gasparri sul tema della maternità surrogata e sul progetto familiare del cantante Elton John – scrive il giudice nella sentenza – la sua condotta non sarebbe in alcun modo censurabile in questa sede, e anche le coloriture del suo linguaggio sarebbero risultate pienamente consone all’ambito in cui è avvenuta l’esternazione. Tuttavia, dopo aver legittimamente definito come retrogrado il pensiero espresso da Gasparri, limitandosi sin qui a manifestare il proprio dissenso si è poi spinto oltre aggiungendo apprezzamenti sulla persona del suo antagonista, definito come persona che “vuole fare schifo” che “quando si guarda in faccia la mattina vomita”, accostato a persone affette da ritardo mentale, con riferimento anche al suo aspetto fisico, apostrofato come persona “che dice una cazzata dietro l’altra”».

Secondo il magistrato «si tratta dunque di attacchi diretti all’individuo, che non presentano più attinenza effettiva con il tema controverso, ovvero la diversità di vedute tra i due protagonisti in merito alla delicata questione della maternità surrogata».

La replica di Toscani

Ma il fotografo non molla e commentando con l’Adnkronos la decisione del Tribunale Civile di Roma ribatte. «Non ritiro una parola di quello che ho detto: se per dire quello che pensi devi pagare, io pago. I soldi servono a dire la verità». «Gasparri – dice Toscani – in quella discussione sulle donne, l’aborto, la maternità surrogata, l’omosessualità, disse la loro solita “verità”, e io mi incazzai perché era fuori dal mondo».

«Difendo alcuni principi sociali e umani che saranno quelli del futuro, e mi oppongo alle vecchie mentalità conservatrici e bigotte. Questo conta: tutti quelli che hanno portato avanti lo sviluppo sociale hanno pagato, in un modo nell’altro. Quindi pago, ma ho detto quello che penso e continuo a pensarla allo stesso modo», argomenta il noto fotografo. Che aggiunge: «Sicuramente, non ho cambiato idea per le cose che ho sentito da Gasparri».

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