Sos da Londra, la variante inglese sta mutando ancora: ha acquisito la metamorfosi sudafricana

martedì 2 Febbraio 18:46 - di Prisca Righetti
Covid variante inglese muta ancora

Covid, la variante inglese muta ancora: ha acquisito la metamorfosi sudafricana. Non c’è tregua. L’ultimo sos arriva da Londra. Dagli scienziati britannici che avvertono sul responso dei nuovi monitoraggi sul virus. Indispensabile accelerare la corsa contro il tempo per le vaccinazioni. Il virus si modifica e si rigenera, aumentando e diversificando le sue possibilità di colpire. La variante inglese, diffusa in Gran Bretagna ma anche in Europa, sembra aver subito alcune nuove modifiche genetiche, preoccupanti. È l’allarme lanciato da scienziati britannici, ripreso dalla Bbc news online. I test su alcuni campioni mostrano una mutazione (battezzata E484k) già osservata nelle varianti che hanno avuto origine in Brasile e Sudafrica. I vaccini in uso dovrebbero funzionare anche contro queste modifiche, rassicurano gli esperti. Ma l’interrogativo resta aperto. Intanto, il Regno Unito ha intensificato le misure di controllo contro la diffusione di nuove varianti.

Covid, la variante inglese muta ancora: l’allarme degli scienziati britannici

Sul rischio legato alle varianti del virus, anche in Italia, si è soffermata questa mattina la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, intervenuta a Radio Anch’io su Rai Radio 1. “Le varianti” del coronavirus Sars-CoV-2 «preoccupano, e non devono diffondersi. Perché ci troveremmo a combattere con un altro problema gigantesco», ha avvertito motivando l’allarme la sottosegretaria alla Salute. La comparsa di nuove varianti del patogeno è «la ragione per cui bisogna vaccinare e vaccinare ovunque nel mondo, non solo all’interno di un Paese», ha sottolineato. Non facendolo, infatti, «si correrebbe il rischio che in territori in cui non si vaccina nasca una nuova variante che a quel punto riporta a casa di tutti un problema sconosciuto. In questo momento sappiamo che alcune varianti» virali emerse «sono più pericolose dal punto di vista della diffusione, ma non della mortalità. Ma non è escluso che possa avvenire anche qualcosa di peggio», ha ricordato la Zampa.

Galli (Sacco): vaccinare rapidamente contro varianti resistenti

Un allarme condiviso anche da Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. Il quale, ricollegandosi alle parole della sottosegretaria Zampa, ha aggiunto: «Le varianti sono una delle caratteristiche di un virus come questo, a Rna. Tutte le volte che si riproduce determina nella sequenza figlia qualcosa di diverso dalla sequenza madre. Se salta fuori una mutazione per noi sbagliata, che diventa giusta per il virus, è un problema serio. Potrebbe determinare una maggiore aggressività. Una maggiore capacità di diffusione. Una capacità di sfuggire agli anticorpi neutralizzanti che ci vengono fatti produrre dal vaccino. C’è la possibilità che arrivi, ma mi auguro di no, il mutante resistente anche al vaccino. È uno dei motivi per cui si sottolinea l’importanza di provvedere a una vaccinazione rapida», esorta Galli. Che poi conclude: «Più gente si vaccina tutta quanta assieme, meno il virus può circolare. E meno è probabile che vengano messe in piedi varianti resistenti».

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